Ha Lasciato il Posto Fisso per Fare Penne Cancellabili. Oggi ha un Impero da €380 MILIONI ✏️ Legami
Chapeau
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Ha Lasciato il Posto Fisso per Fare Penne Cancellabili. Oggi ha un Impero da €380 MILIONI ✏️ Legami
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Nel 2003, un 28enne di Bergamo vende cinghie per libri dal garage dei genitori. Oggi fattura €384 milioni e ha il marchio di cartoleria più grande d’Italia.
Alberto Fassi nasce a Bergamo nel 1975. Studia Economia all’Università Bocconi e inizia a lavorare come revisore dei conti in KPMG. Dopo un anno e mezzo però, stanco di quella vita, si licenzia senza un piano.
Per mantenersi fa il cassiere nella libreria del fratello e lì ha un’intuizione: la cartoleria è uguale da 30 anni e nelle librerie, a parte Moleskine, di quaderni e penne non se ne vendono. Alberto quindi vuole essere il primo a farlo.
Nel 2003, durante un Master in creatività alla Cattolica di Milano, fonda Legami come progetto universitario. Parte con €7’000 di liquidazione e il primo prodotto è una cinghia per libri il cui colore rappresenta un legame: rossa per l’amore, gialla per la follia e così via.
All’inizio fa tutto da solo: le confeziona con il padre in garage e le vende alle librerie porta a porta. Il primo anno ne vende oltre 10’000, prima a Bergamo, poi in tutta Italia e in Francia.
Poco dopo allarga il catalogo con prodotti diversi dal solito, come una cartolina adesiva da attaccare dietro le foto o quaderni con design per ragazzi. Così, il fatturato raddoppia ogni anno e nel 2006 Alberto entra nelle grandi catene di librerie, come la Feltrinelli.
Dopo un viaggio in Giappone ha una nuova intuizione che cambierà il brand per sempre: portare il concetto asiatico di Kawaii, ovvero “carino”, nella cancelleria.
Quindi nel 2014 lancia il suo prodotto simbolo: penne cancellabili a forma di animaletti, ognuno con un’emozione, che diventano oggetti da collezione. Intanto apre anche il primo negozio, in aeroporto, dove lo notano agenti di tutta Europa.
Nel 2016 il fondo Alto Capital compra il 42% di Legami, che fattura €14 milioni, e porta €7 milioni da investire in distribuzione e magazzino. Alberto arriva così nei grandi magazzini più prestigiosi d’Europa, come Galeries Lafayette e FNAC, e nei musei d’arte internazionali, come Centre Pompidou e Tate Modern.
Alberto però vive anche molti momenti difficili: i primi anni non si paga lo stipendio, le librerie lo cacciano a pedate e, nel 2020, col Covid, chiude a €29 milioni contro i €34 dell’anno precedente.
Per uscirne, mentre tutti si fermano, Alberto continua a investire: nel Natale 2020 è quasi l’unico con un catalogo nuovo e il magazzino pieno. L’anno dopo il fatturato salta a €47 milioni.
Il 2023 invece è l’anno della svolta. Entra un nuovo fondo, DeA Capital, che lo aiuta a strutturare l’azienda. Alberto apre quindi nuovi mercati e decine di negozi: Legami supera i €140 milioni di fatturato e l’anno dopo arriva a €245 milioni.
Nel 2025 Legami fattura €383 milioni, ha 210 negozi e vende in più di 70 Paesi.
Quindi, noi di Chapeau abbiamo raggiunto Alberto nella sede di Legami a Bergamo per scoprire tutta la sua storia:
00:00 Chi è Alberto Fassi, fondatore di Legami
00:57 Primi lavori e mollare il posto fisso
01:59 Crea cinghie per libri nel garage dei genitori con €7'000 (Da 0 a 1)
03:43 Vende i primi prodotti porta a porta (e si fa cacciare dalle librerie)
05:24 Prime difficoltà e gli anni senza stipendio
06:27 Gira il mondo per inventare nuovi prodotti
07:12 Entra in Feltrinelli e arriva a €1 milione
08:55 Il viaggio in Giappone e l’idea delle penne Kawaii
10:42 Vende il 42% di Legami per €7 milioni
13:17 Il Covid: mentre tutti si fermano, Legami salta a €47 milioni
14:44 Il nuovo fondo porta Legami a €384 milioni
15:47 Numeri oggi, mercati e offerte di acquisizione
16:57 Come nascono i nuovi prodotti Legami
18:25 Momenti difficili e errori
20:29 Giornata tipo: orto, galline e nuoto
21:36 Aprire una riserva naturale da €5 milioni
23:02 Consigli
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