Fanelli: «In Peccato ho proiettato me e le mie amiche Ferilli e Cortellesi nel 2049»
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Emanuela Fanelli, attrice sceneggiatrice e showrunner, e il regista Valerio Vestoso all'Interrogazione per parlare del mockumentary Peccato, prodotto da BeWater e distribuito dal 2 ottobre su HboMax Italia: "Certi documentari sulle star mi sembravano scontati sul loro passato: così per il mio mi sono inventata un futuro nel 2049 e una carriera che dal successo va al fallimento. Che bello avere la fiducia di farsi mostrificare di amiche come Sabrina Ferilli, Paola Cortellesi, Ozpetek e i giornalisti seri del cinema che si mettono in gioco. L'ispirazione? Certamente il Woody Allen di Prendi di soldi e scappa e Zelig". Vestoso: "Un'operazione coraggiosa e complessa, non facile da far digerire: ma Hbo ha creduto in un format originale".
Quando prende in mano il mappamondo dell'Interrogazione, Fanelli sceglie di puntare su Hollywood. S'immedesima nella Fanelli da fiction: "Ecco, oggi nel 2049 ti dico che senza certe invidie nel 2025 sarei finita dritta dritta a Hollywood..." La storia di Peccato, piena di sorprese e colpi di scena grazie a super-ospiti/complici, disegna anche un quadro "mostrificato del circoletto del nostro mondo. Devo ringraziare tantissimo - dice Emanuela - la generosità con cui si sono fatti mostri Alessandro Borghi, con cui abbiamo rivissuto la stagione di "A piedi scarzi", le sorelle Sabrina Ferilli e Paola Cortellesi (cui viene destinato un avvenire di sorti progressive politiche interessanti, ndr), Ferzan Ozpetek, i giornalisti Malcom Pagani, Piera de Tassi, il critico Canova e l'agente Luisa Pistoia". Ma come non citare una Geppy Cucciari romanesca e un Mastandrea in versione veneta davvero imperdibile.
La presentazione a Venezia della Fanelli 2049: "Non era solo una trovata: era un modo per calarci tutti in quella atmosfera. E' stato bellissimo, un grande regalo, poter vedere Peccato in una sala con le reazioni del pubblico: le risate alle battute. Una serie te le vedi in tv o sul tuo computer, ma per un comico capire che le battute funzionano, che si ride al momento giusto è tutto".
Vestoso, reduce dall'altra serie cult dell'umorismo italiano, Vita Da Carlo, sceglie il suo ciak della vita: Ettore Scola. "Ma quello crepuscolare di Che ora è: Mastroianni e Troisi e i toni della commedia che si fanno scuri, come alcuni momenti di Peccato in cui facciamo l'analisi di una caduta".