Amare Gesù Cristo …o niente. - XIII Domenica del T.O.
Giuseppe Mani
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Amare Gesù Cristo …o niente. - XIII Domenica del T.O.
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Giuseppe Mani
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“Amare Gesù più del padre, della madre, dei figli e delle figlie”. È quanto di più conturbante si possa dire. L’amore come può essere quantificato, paragonato? Come può essere ridotto così l’amore per Cristo? Nella frase amare di più” il problema non è nel “di più”, ma nell’amare.
Partiamo da noi stessi e ciò che noi pensiamo di sapere. Gesù non è un nuovo arrivato, che dobbiamo integrare gratificandolo di un piccolo spazio, di un supplemento affettivo. Prendiamo un altro registro: se tu pensi di amare in verità basta capire che la sorgente dell’amore non è sé stesso. L’amore non è una secrezione personale di cui puoi aumentare la produzione a volontà secondo quanto tu desideri amare. L’amore è una realtà misteriosa la cui origine è altrove.
Dov’è e chi è questa sorgente? È il Padre. Colui che accoglie Gesù Cristo accoglie il Padre. Colui che accoglie Gesù Cristo come Cristo riconosce che è il Padre che riversa in Lui la vita. C’è una logica: riconoscere che l’amore e la vita vengono dal Padre e che si riconoscono nel suo Figlio Gesù. L’amore non è principalmente un mio affare, una realtà che si può volere, domandare, attendere; è da ricevere, come Gesù lo riceve con Lui e da Lui. Lasciarsi investire da questo amore del Padre, attraverso di Lui, avere questo abbraccio del Figlio che per primo riceve tutto dal Padre: è quanto il Vangelo dice “Amare di più Cristo”. Non è il caso di rischiare il fondo della propria umanità per trovare più amore. Al contrario, usciamo da questa economia limitata per vivere nel Cristo e ricevere dal Padre i beni illimitati.
Da che cosa si riconosce se l’amore viene dal Padre? Cosa apporta di nuovo? Come Gesù: rovesciando i banchi del tempio, accogliendo la donna peccatrice, amare rimproverando i farisei e, in certi momenti, visitando i genitori.
L’amore che viene dal Padre fa entrare nello sconosciuto, in ciò che non avrei mai previsto. Un amore che non parte da un gesto gentile ricevuto, un amore di riconoscenza. Gesù insiste sul padre e la madre e nelle relazioni che si realizzano col rischio di confonderne la sorgente. “I genitori mi hanno dato tutto”, “io sono tutto per i miei figli”. Errori assoluti. È il Padre la sorgente della vita. Ciò che noi siamo viene da Dio. Questo è amare in verità: dare a Dio nella vita il posto di coloro che si amano.
La Croce è dove è la vera vita. Prendere la Croce e seguire Gesù. Cos’è la vera Croce? Il luogo in cui si spengono tutte le risorse umane abituali per vivere. Gesù in Croce dimostra che nessuno al mondo è capace di donare la vita. Prendere la Croce è seguire Gesù, è come Lui rinunciare alle soluzioni abituali per mantenermi in piedi soltanto ad una sola sorgente: il Padre.
Là soltanto l’amore vero si manifesta, quando non è più il detentore della vita degli altri e quando non considera più gli altri detentori della propria vita. Evangelicamente si direbbe quando non conserva la propria vita né la vita degli altri.
Il mondo appare in una nuova geografia. Si esce dalle apparenze per vedere nella verità. Si riconoscono come in uno “scanner” divino coloro che veramente accolgono la vita dal Padre e coloro che restano chiusi. Così si accolgono i profeti, i giusti, i discepoli come coloro che accolgono la vera vita.
Questa gente si riferisce esplicitamente a Dio, non sono aggrappati alla loro vita che devono gestire ma la ricevono come un dono che porta frutto per sempre.