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AUT - Ente Acque Umbre-Toscane - L'acqua è vità _ aggiornato a ottobre 2026

EAUT - ENTE ACQUE UMBRE-TOSCANE

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AUT - Ente Acque Umbre-Toscane - L'acqua è vità _ aggiornato a ottobre 2026

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EAUT - ENTE ACQUE UMBRE-TOSCANE
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La legge n. 1048 del 18 ottobre 1961 istituì l’Ente per l’Irrigazione della Valdichiana, delle Valli contermini aretine, del bacino idrografico del Trasimeno e dell’Alta Valle del Tevere Umbro-Toscana con lo scopo di assicurare l’incremento e la stabilità della produzione agricola dei territori dell’Italia centrale. Per raggiungere questo obiettivo, il professor Filippo Arredi progettò e varò negli anni ‘70 il Piano Generale Irriguo (denominato “Piano Arredi”) e iniziò così il percorso di realizzazione delle prime opere grazie ai finanziamenti concessi dall’allora Ministero dell’Agricoltura. Successivi provvedimenti legislativi conferirono all’ente una più razionale veste giuridico-amministrativa e la sua denominazione venne cambiata in E.I.U.T - Ente Irriguo Umbro-Toscano, con poteri e compiti per la realizzazione e la gestione delle opere di accumulo e di trasporto primario della risorsa idrica, sotto il controllo e la vigilanza del Ministero per le Risorse Agricole, Alimentari e Forestali. L’attuale organizzazione e denominazione è datata 2011 quando le Regioni Toscana e Umbria, d’intesa con il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, istituirono ufficialmente l’EAUT - Ente Acque Umbre-Toscane con l’obiettivo di assicurare la continuità nello sviluppo e nella gestione di un complesso di opere strategiche per l’erogazione della risorsa idrica. Questa realtà ha la grande responsabilità di gestire un bene prezioso e limitato come l’acqua, con obiettivi strategici e operativi declinati in connessione al servizio pubblico, alla tutela ambientale e alla massima sicurezza. La mission dell’ente prevede oggi un’attività orientata a mantenere l’efficienza delle opere esistenti, realizzare nuovi progetti già finanziati, accelerare le residue progettazioni per il completamento delle adduzioni primarie e favorire l’uso plurimo delle acque nel rispetto del territorio e delle sue esigenze. Gli invasi realizzati nell’attuazione del Piano Generale sono quattro: diga di Montedoglio, diga sul Sovara, diga di Casanuova e diga del Calcione. Da questi invasi si snodano le reti di adduzione che, come vere e proprie vene, portano oggi nutrimento, energia e vita a un grande territorio comprendente la Valdichiana, la Valtiberina e la Valle Umbra.