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TELEBENE presenta il Vangelo di Domenica 2 agosto 2026: XVIII Domenica del tempo ordinario.

Telebene la Televisione Spirituale cristiana

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TELEBENE presenta il Vangelo di Domenica 2 agosto 2026: XVIII Domenica del tempo ordinario.

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Dopo la decapitazione di Giovanni, i suoi discepoli si sono recati da Gesù, informandolo sulla sua morte, avvenuta ad opera di Erode Antipa, ma provocata da Erodiade, la moglie del fratello. In seguito a questo truce e doloroso avvenimento che lo ha toccato profondamente nell’animo, Gesù assume un atteggiamento di maggior prudenza nei suoi movimenti, decidendo di ritirarsi, in questo periodo, in un luogo deserto, anche per evitare un confronto diretto con il potere di Erode . Avendo a disposizione la barca di Pietro e di suo fratello Andrea, oltre a quella di Giovanni e Giacomo di Zebedeo, Gesù si ritira in disparte, in un luogo segreto. Ma la folla di Galilea lo viene a sapere. E allora lo precede per via terra, facendosi trovare pronta ad accoglierlo nei pressi della riva del lago. È il popolo degli anawim: la gente semplice, umile e povera, che è assetata della sua parola e dei suoi gesti di salvezza. C’è un sentimento irresistibile, che parte dal cuore di ognuno e trascina all’incontro con Gesù. Qualcosa nel cuore che muove ogni anima, prima in forma appena percettibile nella propria interiorità, e poi in modo sempre irresistibile, a rivolgere la propria attenzione verso di Lui. Sono sentimenti che hanno in comune tutti coloro che hanno fatto esperienza di Cristo, e che possono essere decifrati da queste parole che albergano in ogni pecorella smarrita, ogni uomo che si sente come una creatura sopravvissuta nelle tempeste della vita. È la voce dello Spirito che grida: “Corri! Vai da Lui! Vai da Gesù!”. Non vedi che hai bisogno di Lui, della Sua Parola, dei suoi miracoli che attestano la realtà dell’irruzione del Regno di Dio nel mondo! Tutti corrono, corrono, percorrendo a piedi le rive del lago, per incontrare nuovamente Gesù nei pressi dell’approdo nascosto scelto da Lui. Gesù arriva e vede la folla che lo sta aspettando. Il suo primo sentimento è di tenerezza per tutta questa gente che lo cerca. Amore che lo muove all’azione, guarendo i malati presenti in mezzo a tutta questa gente. Gesù passa tutta la giornata insegnando e risanando. E, venuta la sera, continua a predicare e a guarire i malati. Il suo pensiero e la sua attenzione sono rivolti ad ogni persona di questa anonima folla di Galilea che appare tanto bisognosa di Lui, dei suoi segni e della sua Parola di Vita. Sono i discepoli ad accorgersi che il giorno sta tramontando e che bisogna pur congedare tutta questa gente. E allora gli dicono con una certa preoccupazione: “Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare”. Ma Gesù risponde loro: “Non occorre che vadano; date loro voi stessi da mangiare”. “Non abbiamo che cinque pani e due pesci!”, gli rispondono. Gesù riprende a parlare dicendo: “Portatemeli qua”. E dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull'erba, prende i cinque pani e i due pesci e, alzati gli occhi al cielo, pronuncia la benedizione, spezza i pani e li dà ai discepoli, ed essi li distribuiscono alla folla. Tutti mangiano e sono saziati. A chiusura del miracolo, l’evangelista commenta che si portano via dodici ceste piene di pezzi avanzati. Quelli che hanno mangiato sono circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini. Il brano evangelico è corredato dalle relative riflessioni di approfondimento