A come...Affetti con Giorgio Granara
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A come...Affetti con Giorgio Granara
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In questo episodio di “A come puntini puntini”, Francesco Congiu ospita Giorgio Granara, ingegnere “un po’ architetto”, sportivo e grande sostenitore della riscoperta della città nuragica.
Giorgio racconta il suo percorso di studi in ingegneria con indirizzo il più vicino possibile ad architettura, la scelta di restare in Sardegna da “mammone” invece di trasferirsi, e come la formazione tecnica gli abbia dato una forma mentis orientata alla risoluzione dei problemi, che poi ha portato in ogni ambito della vita.
Ripercorre cinque anni fondamentali di pratica nello studio dell’ingegner Luciano De Plano, figura carismatica e creativa che progettava villaggi turistici e altre opere disegnando tutto a mano, con una capacità quasi artistica di immaginare e costruire spazi, vissuti da Giorgio come una vera scuola di architettura sul campo.
Si discute del rapporto tra ingegneri, architetti, commercialisti, medici e avvocati, dei diversi “formamenti” e di come la professione tecnica possa risultare “pallosa” nella vita quotidiana proprio perché spinge a vedere problemi e soluzioni ovunque, mentre il lavoro creativo sull’architettura gli ha dato un’altra dimensione estetica e culturale.
Giorgio parla anche della collaborazione professionale con Francesco, di un periodo lavorativo molto particolare e di crescita condivisa, in cui si sono contaminati a vicenda tra progettazione, idee sulla città e ricerca di un modo diverso di guardare al territorio sardo.
Verso la fine, il discorso si sposta sugli affetti: la scelta sua e di Noemi di fregarsene dei soldi e privilegiare relazioni, tempo, famiglia; le vite dei due figli, Giuseppe (ingegnere, trader di energie rinnovabili in Germania) e Marta (biologa marina che lavora sui nidi di tartarughe), e il suo modo di sostenerli nel seguire ciò che li fa stare bene.
C’è spazio anche per una riflessione sul dialogo nei social, sulle discussioni frequenti di Giorgio su temi energetici e ambientali, sulla frustrazione nel vedere quanto poco si pensi davvero prima di scrivere, e sul bisogno di riportare la conversazione pubblica a un livello più consapevole.
Alla richiesta di scegliere una parola con la A, Giorgio propone “A come affetti”, perché considera affetti, famiglia, amici e legami umani la cosa più importante e ciò che alla fine rimane davvero nella vita.
Capitoli
01:02 Prima impressione sul format, non più una sorpresa
01:32 Episodi già usciti, numerazione e dimenticanza del microfono
01:45 Acqua pronta e set della puntata
01:53 Francesco presenta Giorgio: caro amico, anni di lavoro insieme
02:02 Cenno al periodo professionale “particolare” condiviso
02:29 Presentazione tecnica: ingegnere ma anche un po’ architetto
02:40 Percorso di studi: ingegneria con indirizzo vicino ad architettura
02:54 Mancata partenza fuori per studiare architettura, “mammone” in Sardegna
03:24 Formazione ingegneristica come forma mentis per risolvere problemi
03:38 Differenze con commercialisti, medici, avvocati e loro formamenti
03:55 “Gli ingegneri sono un po’ pallosi”: vedere sempre problemi e soluzioni
04:14 Componente architettonica grazie all’esperienza con Luciano De Plano
04:23 Descrizione di De Plano: ingegnere che faceva l’architetto, carismatico e geniale
04:40 Anni di lavoro, progetti di villaggi turistici e grandi incarichi
05:02 “Schiavo volontario”: cinque anni in studio come apprendistato intenso
05:10 Differenza con i neo-laureati di oggi e l’idea di stare cinque anni nello stesso posto
05:34 Come Giorgio entra nello studio: contatto del padre, pratica privata
06:02 Primo giorno di settembre, immediato ingresso in studio senza pausa
06:21 Timore reverenziale verso l’ingegnere, poche parole e grande carisma
06:30 Disegno a mano dei progetti, confronto con i render digitali
06:39 Disegni “100 volte più belli”: significato, verità e fascino
10:00 (sviluppo centrale sull’architettura, la città, il lavoro tecnico – minuto indicativo)
40:00 (parte sulla “città nuragica”, riscoperta del territorio – minuto indicativo)
55:00 (parte sullo sport e sul corpo, cenni alla dimensione fisica – minuto indicativo)
1:02:42 Domanda finale: trovare una parola con la A per il titolo dell’episodio
1:03:05 Scelta: “A come affetti” e spiegazione del perché
1:03:14 Affetti come priorità di vita: parenti, amici, famiglia
1:03:43 Francesco conferma il titolo e sposta verso i figli
1:03:47 Presentazione dei figli: Giuseppe e Marta
1:04:08 Imprinting ai figli: seguire ciò che piace e fa stare bene
1:04:18 Marta, biologa marina, tartarughe e lavoro poco pagato ma appagante
1:05:04 Giuseppe, ingegnere in Germania, trader di energie rinnovabili
1:05:14 Discussioni su energie e social network, verifiche con il figlio
1:05:36 Riflessione sul dialogo sui social: superficialità e mancanza di pensiero
1:05:50 Desiderio che le persone almeno “pensino” prima di scrivere
1:06:04 Battuta sul compenso per l’ospitata