La STRADA più ALTA in ITALIA – 2.758 m | PASSO DELLO STELVIO (Stilfser Joch)
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La STRADA più ALTA in ITALIA – 2.758 m | PASSO DELLO STELVIO (Stilfser Joch)
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Sovraimpressione della segnaletica stradale verticale lungo tutto il percorso.
Strada Statale 38 dello Stelvio | Bormio - Prato allo Stelvio
PASSO DELLO STELVIO (Stilfser Joch)
START: Bormio
END: Prato allo Stelvio
***𝓡𝓮𝓬𝓸𝓻𝓭𝓮𝓭 : Aug 2026
recorded and edited by HWYitalia
♫ TRACKLIST:
(from Epidemic Sound)
"Endelea Kusonga" - Dye O
"Sunset Glow" - Sum Wave
"Slow Move" - Maiwan
"Beautiful House" - Beautiful Minds
"Keep On It" - Mar Vei
"Spring Of Life" - Tomas Skyldeberg
"Dual Minds" - Tomas Skyldeberg
"Amsterdam" - Onda Norte
Il Passo dello Stelvio, conosciuto in tedesco come Stilfser Joch, è uno dei valichi alpini più celebri d’Europa e rappresenta una delle opere stradali più spettacolari realizzate sulle Alpi. Situato a 2.758 metri sul livello del mare, nel cuore del gruppo Ortles-Cevedale e all’interno del Parco Nazionale dello Stelvio, costituisce il più alto valico automobilistico d’Italia e il secondo più elevato d’Europa tra quelli asfaltati, dopo il Colle dell’Iseran, in Francia. La strada mette in comunicazione la Valtellina con la Val Venosta, collegando Bormio, in provincia di Sondrio, con Prato allo Stelvio, in provincia di Bolzano.
Da Bormio la Strada Statale 38 abbandona progressivamente il fondovalle e si inoltra nella valle del Braulio. La salita verso il passo misura poco più di 20 chilometri e permette di superare un dislivello superiore ai 1.500 metri. Il tracciato diventa rapidamente quello tipico di una grande strada alpina: carreggiata relativamente stretta, pareti rocciose, profonde incisioni vallive e una successione continua di curve e tornanti. Sul versante lombardo se ne contano complessivamente 38. La pendenza media della salita è di poco superiore al 7%, mentre nei punti più impegnativi raggiunge circa il 12%.
Salendo, l'ambiente cambia rapidamente. I boschi delle quote inferiori lasciano spazio a un paesaggio sempre più spoglio e severo, dominato dalle rocce e dalle alte cime. La strada attraversa alcuni dei passaggi più caratteristici del versante valtellinese, dove il tracciato si sviluppa letteralmente aggrappato alla montagna. Intorno ai 2.500 metri si incontra inoltre la diramazione verso il Giogo di Santa Maria, o Passo dell’Umbrail, che consente di raggiungere la vicina Svizzera e la Val Müstair.
La costruzione della strada costituisce una straordinaria testimonianza dell’ingegneria dell’Ottocento. All’inizio del XIX secolo l’Impero austriaco aveva infatti la necessità di creare un collegamento diretto tra la Val Venosta e Milano attraverso la Valtellina. Nel 1818 l’imperatore Francesco II affidò l’incarico all’ingegnere Carlo Donegani, già esperto nella progettazione di strade d’alta montagna. I lavori richiesero 63 mesi e impiegarono fino a 2.500 persone. La strada fu completata nel 1825 e, fatto ancora più sorprendente, veniva inizialmente mantenuta percorribile durante tutto l’anno.
Nel 1928 il percorso venne consolidato, ampliato e asfaltato, entrando a far parte della SS38 dello Stelvio. Oggi, a causa dell’altitudine e delle abbondanti nevicate, il passo rimane normalmente chiuso durante la stagione invernale.
Raggiunti i 2.758 metri del valicosi arriva al punto di separazione tra Lombardia e Trentino-Alto Adige.
Superato il passo inizia probabilmente il tratto più famoso dell’intero percorso: la discesa verso Prato allo Stelvio. Il versante altoatesino è caratterizzato da ben 48 tornanti che permettono alla SS38 di perdere quasi 1.900 metri di quota in circa 25 chilometri. Vista dall’alto, la strada forma un'impressionante sequenza di curve sovrapposte, diventata una delle immagini simbolo delle Alpi italiane. Le pendenze medie si mantengono intorno al 7-8%, con punte che raggiungono il 12%.
La discesa attraversa prima un ambiente quasi completamente privo di vegetazione e successivamente raggiunge Trafoi, storica località alpina situata ai piedi dell’Ortles. Da qui il paesaggio cambia ancora: tornano progressivamente i boschi, la valle si allarga e la strada continua a perdere quota fino a raggiungere Prato allo Stelvio, a poco più di 900 metri sul livello del mare, entrando definitivamente in Val Venosta.