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Gravago di Bardi (Parma)... che storia!

Pino Bertorelli

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Gravago di Bardi (Parma)... che storia!

8 450 просмотров · 17 лет назад
Pino Bertorelli
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Immagini di GRAVAGO (frazione del Comune di Bardi - Prov. di Parma), sull'Appennino Emiliano. Le "terre di Gravago" vantano un illustre passato! CENNI STORICI - Il nome di Gravago inizia ad apparire in atti ufficiali durante il sec. VIII, ed è legato alla fondazione del Monastero dedicato all'Arcangelo San Michele. Nella zona piacentina vengono enumerati nel privilegio di Ildebrando, re dei Longobardi, del 21-3-744, ben 5 Monasteri, in città quelli di San Tommaso e quello di San Siro, in Diocesi quello di Fiorenzuola, di Val di Tolla e di Gravago. IL CASTELLO DEI LANDI - Su uno dei contrafforti più selvaggi si notano i resti di due costruzioni, non facili da scorgere, a causa del colore cupo che si confonde con le arenarie, i resti del Castello di Gravago e, spostata a monte, la torre di avvistamento, denominata la BATTAGLIOLA. Il castello di Gravago è sempre stato il più forte di quel territorio tanto importante e contrastato in tutte le guerre intestine di quei tempi. E nominato nella divisione patrimoniale dei Platoni, collegati con i Granelli-Lusardi. Il fortilizio rimase per un certo periodo tra i fratelli Platoni come pegno di unione familiare, ma nel gennaio del 1234 dipendeva dal Comune di Piacenza; veniva poi ceduto ad Ubertino Landi. Oggi del castello dei Landi (in un'ottima posizione strategica, poiché controllava la Val Noveglia e la via d'accesso ai feudi della Val Taro) sono rimasti solo ruderi, all'interno di un bosco, raggiungibile da Pieve di Gravago. Interessante e visibile è ancora la CAMINATA di Brè, una massiccia casa-fortezza, che Ubertino Landi usava spesso come casa di campagna. LA CHIESA DI MONASTERO - L'attuale chiesa di San Michele venne edificata a partire dalla metà del 600 e modificata e ingrandita nella prima metà del secolo successivo. La facciata, decorata con un gusto sei-settecentesco, è divisa in cinque sessioni da sei lesene. Sopra di esse troviamo dei capitelli decorati con motivi corinzi. All'interno degli spazi fra le lesene sono collocate nelle nicchie quattro statue di santi. Il primo cornicione, che si trova nella parte alta della facciata, appare molto semplice e lineare, mentre il secondo presenta sotto di sé delle piccole mensole e dei motivi dentellati molto fitti, che sono anche visibili anche alla base dei capitelli posti sulle lesene. Anticamente a Monastero risiedevano i monaci benedettini cassinesi. Nei pressi si trovava un fortilizio, per la necessità sentita dai religiosii di difendersi dagli attacchi di Saraceni e dagli Ungari. La fondazione del cenobio si ebbe verso il VI secolo e nel privilegio di Ildebrando re dei Longobardi, che risale al 21 marzo 744, questo centro compare fra quelli sottomessi al Vescovo di Piacenza. La località ove sorgeva questo centro ha conservato solo il nome di Monastero e la memoria del suo passato nella chiesa tuttora chiamata del Monastero, ma in realtà unita alla Parrocchiale-Pieve del luogo. VENEZIA - Narra una leggenda che "Venezia" sia stata fondata da alcune famiglie di autentici veneziani, i quali, durante le invasioni barbariche, pare abbiano lasciato la città lagunare, per rifugiarsi in luoghi piu sicuri sull'Appennino parmense. Vera o no che sia questa leggenda, fa un certo effetto dirsi "veneziani" in provincia di Parma! Il PAESAGGIO - Osservando la zona di Gravago da Bardi si può notare una netta separazione tra la parte alta e la parte bassa. Il declivio abbastanza dolce che, partendo dal torrente Noveglia giunge fino ad una linea approssimativamente identificabile con le frazioni di Brè, Pieve, Bergazzi, Osacca, si interrompe bruscamente contro una serie di contrafforti rocciosi a forte pendenza oltre i quali inizia la zona boschiva (la Tagliata, Cornaleto...) culminante con il Barigazzo. (Notizie tratte dal sito http://www.valcenoweb.it, così come gran parte delle immagini visualizzate nel filmato, scattate da Flavio Nespi) Altre immagini di VENEZIA di Gravago: Venezia... ieri e oggi:    • Venezia... 2008   L'autunno... di Venezia:    • L'autunno di Venezia...