Le "Sgute pasquali" ('Nguti) con il lievito madre di Teresa Lascala
Luciano Linares
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Le "Sgute pasquali" ('Nguti) con il lievito madre di Teresa Lascala
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Non bisogna dimenticare quanto siano radicate le tradizioni alimentari di origine popolari in questa nostra bella terra. Per quanto riguarda i dolci pasquali, la tradizione preferisce la preparazione di prodotti tradizionali gustosi e nello stesso tempo dall’alto valore simbolico.
Sin dal tardo medioevo è uso preparare dolci di varie forme caratterizzati dalla presenza all’esterno di uno o più uova sode, collegate alla simbologia della resurrezione.
La Settimana Santa è particolarmente intensa e le nostre cucine si inondano di profumi e la preparazione di dolci della tradizione diviene un rito che si ripete nel tempo. Ad aprire le danze sono le famose “Sgute pasquali” (‘Nguti). Sono il simbolo per eccellenza della fine del digiuno di Quaresima. Uova, zucchero, farina e olio extravergine di oliva, una tradizione infinita tramandata da madre in figlia. Le sapienti mani delle mamme e delle nonne gioiosane, modellavano e modellano ancora oggi la “pasta” secondo la propria maestria, portando a tavola delle vere e proprie opere d’arte delle forme più svariate: cestini, pesci, trecce, colombe, cuori. Forme diverse ma tutte con la stessa peculiarità: la presenza dell’uovo sodo al centro, rigorosamente in numero dispari. Elementi che simboleggiano la resurrezione del Signore e l’abbondanza.