MARCO FALASCHI - «MEGLIO UNA SALVEZZA DA TITOLARE CHE UNOSCUDETTO DALLA PANCHINA»
PODCAST DEI CAMPIONI di LUCA GEMIGNANI
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MARCO FALASCHI - «MEGLIO UNA SALVEZZA DA TITOLARE CHE UNOSCUDETTO DALLA PANCHINA»
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Ci sono giocatori che inseguono i trofei.
E poi c'è chi ha inseguito una cosa sola: giocare.
Sempre, da protagonista, anche quando la scelta più comoda sarebbe stata un'altra.
Questa è la storia di Marco Falaschi.
Palleggiatore, nato e cresciuto a Santa Croce sull'Arno dove, come dice lui, «si vive di pane e pallavolo».
Ha esordito in Serie A a soli 15 anni. Da lì una carriera lunghissima, costruita gradino dopo gradino: la gavetta in Serie B giocando anche con il fratello, l’esperienza a Spoleto, il ritorno a casa, la Superlega, le esperienze in Montenegro e Polonia, fino allo scudetto e alla Coppa Italia con la Lube.
Abbiamo ripercorso tutto: il ragazzino spedito in Serie A2, lo spogliatoio degli adulti a 15 anni e la scelta controcorrente e ripetuta per tutta la carriera di andare sempre a giocare da titolare, prendendosi le responsabilità del suo ruolo, invece di fare il secondo di lusso in una squadra di vertice rinunciando ad avere qualche titolo in più nel palmares.
È proprio qui il cuore del racconto. Marco lo dice senza giri di parole: sente più sue le salvezze conquistate da protagonista che lo scudetto vinto facendo il secondo. Una filosofia di vita, prima ancora che di sport.
Per continuare con le esperienze in Montenegro prima e in Polonia poi, dove è costretto ad andare per far decadere il vincolo sportivo vista la difficile situazione che si era creata a Castellana Grotte.
Esperienze che lo hanno portato a ricevere la proposta di cittadinanza in Montenegro dopo aver vinto il Campionato e la Coppa di Montenegro oltre ad essere stato protagonista in Champions League, fino ai 4 anni in Polonia dove il volley è religione ed i giocatori sono
trattati come vere superstar.
Senza tralasciare l’azzurro, dagli esordi con Berruto fino all’esperienza con Ferdinando De Giorgi.
Perché dietro il palleggiatore c'è un uomo che ha fatto della coerenza la sua bandiera. Fino all'ultimo pallone.
Buona visione!
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