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non decidere chi sono prima di ascoltarmi (520.it)

четыредесять наблюдений дженио бруннера-потанина

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non decidere chi sono prima di ascoltarmi (520.it)

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четыредесять наблюдений дженио бруннера-потанина
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(521) non decidere chi sono prima di ascoltarmi guardiamo una persona per pochi secondi. il viso. i vestiti. la voce. il modo di muoversi. l’età. e nella nostra testa parte immediatamente un piccolo film. “questo è arrogante.” “quella è insicura.” “questo beve.” “quello mente.” “questa persona mi piace.” “quella invece no.” e qualche volta siamo già arrivati alla conclusione prima ancora di aver chiesto: “come ti chiami?” oggi parliamo proprio di questo: della differenza tra osservare una persona e decidere chi è. 🏥 tutto parte da una mia vecchia storia con un medico. prima visita. nuovo ambulatorio. io entro, saluto, mi siedo. non avevo ancora spiegato praticamente nulla. nessun esame discusso. nessun sintomo approfondito. nessuna vera conversazione. eppure era già arrivata una conclusione su di me. una conclusione legata all’alcol. come se fosse sufficiente guardarmi per dire: “ah, ho capito. questo beve.” e devo ammetterlo: non reagii esattamente come un monaco buddhista. 😄 mi arrabbiai. perché pensai: “ma tu non mi conosci.” non sai come vivo. non sai cosa bevo. non sai cosa mangio. non hai ancora visto niente. come fai ad avere già una risposta? quella situazione finì, cambiai professionista e la vita continuò. ma una cosa mi rimase. quel medico aveva fatto qualcosa che, in realtà, facciamo tutti molto spesso: aveva trasformato un’impressione in una certezza. ed è proprio qui che nasce l’osservazione di oggi. una cosa è dire: “questa persona mi sembra nervosa.” un’altra è dire: “questa persona è nervosa.” e un’altra ancora: “è nervosa perché sicuramente nasconde qualcosa.” in tre secondi abbiamo già scritto un romanzo. 😄 magari ha dormito male. magari ha fretta. magari ha paura. magari ha ricevuto una brutta notizia. magari semplicemente non ci ha visto. ma il nostro cervello non ama molto i vuoti. quando manca un’informazione, spesso costruisce da solo la spiegazione. e naturalmente io non sono diverso. giudico anch’io. a volte anche velocissimamente. 😂 poi magari torno a casa, ci penso e mi dico: “Genio, forse hai capito tutto male.” e forse è proprio lì che nasce una vera osservazione. quando lasciamo almeno un piccolo spazio al dubbio. perché capire non significa giustificare. posso cercare di capire perché una persona si comporta in un certo modo e contemporaneamente dire: “con me non puoi comportarti così.” empatia e confini possono esistere insieme. posso capire la tua storia senza voler vivere dentro quella storia insieme a te. vivere tra paesi e culture diverse mi ha fatto pensare ancora di più a questa cosa. quello che per qualcuno sembra freddo, per un altro può essere normalissimo. quello che sembra troppo diretto può semplicemente appartenere a un altro modo di comunicare. e allora una frase mi piace sempre di più: forse non è sbagliato. forse è semplicemente diverso. non sempre, naturalmente. 😄 qualche volta la prima impressione è perfetta. incontri qualcuno, pensi: “questo mi creerà problemi.” tre mesi dopo: “avevo ragione.” 😂 ma c’è una grande differenza tra intuizione e pregiudizio. l’intuizione dice: “c’è qualcosa che non mi convince. osserviamo.” il pregiudizio dice: “ho già capito tutto.” io preferisco la prima. perché le persone si rivelano nel tempo. parlano le azioni. parlano le scelte. parla il modo in cui trattiamo chi non ci serve. parla il modo in cui manteniamo — oppure non manteniamo — una promessa. il tempo è un traduttore molto bravo. traduce le persone. ed è anche il senso di questo progetto. non 4.10 sentenze. non 4.10 verità definitive. 4.10 osservazioni. io guardo. penso. racconto. e magari tra cinque anni penserò diversamente. va bene così. perché cambiare opinione non significa sempre essere incoerenti. qualche volta significa semplicemente avere nuove informazioni. e quindi oggi voglio lasciarvi due parole molto semplici: o forse no. quello è irresponsabile. o forse no. quella è fredda. o forse no. quella persona ce l’ha con me. o forse no. non significa essere ingenui. io sono genio brunner-potanin. questo è 4.10 osservazioni. una serie lunga tutta la vita. ogni giorno un nuovo episodio. osserva. ama. sorridi. #pregiudizi #primeimpressioni #ascoltare #empatia #comunicazione #persone #relazioni #crescitaPersonale #riflessioni #vitainitalia #italia #4.10osservazioni #geniobrunnerpotanin #serielungatuttalavita #ognigiornounuovoepisodio #osservaamasorridi (522) — timing: 00:00 introduzione 02:41 precisazione 03:55 la visita 04:50 una valutazione su di me 05:38 mi arrabbiai 06:36 impressione e certezza 07:27 il cervello completa le storie 08:45 realtà e percezioni 09:57 giudico anch'io 10:52 empatia e confini 12:26 culture diverse 13:54 forse è semplicemente diverso 15:11 intuizione e pregiudizio 15:49 il tempo traduce le persone 16:41 non sentenze 17:25 torniamo al medico 18:14 o forse no 18:53 finale