Emergenza Vajont: ecco come è stato risolto il problema del lago fuori controllo
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Emergenza Vajont: ecco come è stato risolto il problema del lago fuori controllo
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Vincere la sfida con l'acqua mettendo in sicurezza la valle fu un'impresa veramente notevole, che richiese sforzi enormi. Grazie allo studio su alcuni documenti inediti, in questo reportage riusciremo ad approfondire le fasi storiche del dopo disastro, elencando i principali interventi eseguiti sia nelle operazioni di soccorso, che per le opere necessarie a svuotare il lago.
Uno degli aspetti più preoccupanti era proprio il livello del lago residuo a monte della frana, in quanto era stata accertata l'ostruzione della galleria di sorpasso, rendendo impossibile controllare la quota dell'invaso. In tale condizione, senza un emissario il lago avrebbe continuato ad innalzarsi, sommergendo prima o poi l'abitato di Erto nella peggiore delle ipotesi. Nel caso di ulteriori frane, le inevitabili ondate avrebbero fatto tracimare l'acqua dalla sella di San Osvaldo, mettendo a rischio pure l'abitato di Cimolais.
Occorreva quindi realizzare un sistema di pompaggio in modo da poter controllare il livello del lago, ma per costruire un impianto del genere con l'inverno alle porte, in una zona spesso imbiancata dalla neve, occorrevano sforzi enormi. Pertanto lo schieramento di imprese messe in campo è poderoso, tra quelle che rispondono prontamente all'invito di ENEL alcune hanno già lavorato alla costruzione della diga, come la Torno di Milano che si occuperà del ripristino della viabilità, e Icos-Consonda che eseguirà i sondaggi della galleria di bypass. Già nelle prime settimane dopo il disastro sono decine le ditte che operano in zona con tutti i mezzi disponibili.
A metà novembre viene affidata all'impresa CESICA di Pordenone la costruzione dell'impianto di pompaggio mentre la ditta Monti di Auronzo inizia i lavori di sbancamento per la posa della canaletta in legno di 1800 m necessaria a convogliare l'acqua oltre la sella di S.Osvaldo. Contemporaneamente prosegue la posa dei nuovi plinti per la riattivazione della linea a 10 kV Gardona-Dogna e partono i lavori anche per le due linee a 20 kV Barcis-S.Osvaldo e Codissago-Erto-S.Osvaldo che alimenteranno la costruenda stazione di pompaggio.
L'impresa RAFFIN di Pordenone nel frattempo ha iniziato la sistemazione del terreno lungo la valle Tremenigia per lo scarico della canaletta nel Cimoliana, ICOS-Consonda sta allestendo il cantiere per l'impermeabilizzazione della sella di S. Osvaldo, intanto la ditta Pierobon di Belluno dal 25 novembre ha iniziato lo scavo della galleria di scarico lato Cimolais e contestualmente viene avviata la perforazione di un pozzo da 3 m di diametro e 90 di profondità in val Tuora, in modo da intercettare il cunicolo esistente lato Vajont, e si sta valutando anche di riprendere lo scavo parziale del tunnel Cimoliana-Vajont.
Queste 2 gallerie incomplete, erano state progettate dalla SADE negli anni '50, una a quota 721 per derivare l'acqua del torrente Cimoliana e sfruttarla nella centrale di Erto, l'altra a quota 640 per sfruttare l'acqua del Vajont nella centrale di Cellino, entrambe mai realizzate. Nell'emergenza del 1963, dopo le opportune modifiche, questi tunnel risulteranno provvidenziali per riuscire a mettere in sicurezza il lago.
Nel febbraio del 1964 la stazione di sollevamento diviene operativa, e rimarrannà in funzione fino ad agosto. Poi con l'attivazione della galleria a quota 721 il lago si stabilizzerà, ma completa sicurezza dell'invaso si avrà appena nel 1966, quando il livello dell'acqua scenderà notevolmente grazie all'attivazione della galleria a quota 640 e al deflusso attraverso spillamenti nella galleria di bypass, che è stata finalmente disostruita.
Per chi volesse approfondire la storia della diga del Vajont e del disastro, consigliamo il nostro documentario in due parti realizzato in occasione del 60° anniversario della tragedia dove troverete tantissime notizie storiche e tecniche sull'argomento:
[Grande Vajont -parte1]
• Vajont 60 anni dopo il disastro - Esploria...
[Grande Vajont - parte 2]
• Vajont 60 anni dopo il disastro - Esploria...
[Dentro il Vajont, le zone "segrete" della diga che nessuno vi ha mai fatto vedere]
• Dentro il Vajont 62 anni dopo, le zone "se...
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credits video storici:
Archivioluce.com, Cineteca del Veneto, Ferrania Film Museum
credits foto storiche:
“La Storia del Vajont” (Edoardo Semenza), “Vajont la diga” (Agostino Sacchet), “Vajont e le Altre Dighe” (Elsa e Rico Mazzucco) archivio Gabriele Milani, archivio Evaristo Fusar, archivio Boris Brescak
music:
Evan King - Titan Striker [CC-BY royalty free music]
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