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Palombara Sabina (RM): Rocca di Castiglione, Mulino di Casoli, Sorgenti di Capo d'Acqua

Roma sparita

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Palombara Sabina (RM): Rocca di Castiglione, Mulino di Casoli, Sorgenti di Capo d'Acqua

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Piacevole escursione all'interno del Parco dei Monti Lucretili, nei dintorni di Palombara Sabina. Il percorso ci porterà a visitare interessanti siti come i ruderi di Castiglione, il vecchio mulino di Casoli e le Sorgenti di Capo d'Acqua. È un itinerario che intreccia paesaggio e memoria, ideale per chi ama la natura e la storia. Ecco alcune informazioni: Resti di Castiglione: isolati sull’alto di un colle sorgono i resti di Castiglione, non una castello isolato ma un vero e proprio castrum medievale, con rocca, borgo e chiesa. Sorto sulla base di un'antica villa romana di cui resta attiva una cisterna, è il frutto dell'incastellamento del XII secolo con lo scopo di difendere i nobili, le loro terre e averi e in ultimo i contadini al servizio dei principi dalle invasioni barbare e dalle pretese di famiglie nemiche. Ancora oggi sopravvivono ampi tratti di mura merlate che in passato formavano una doppia cinta difensiva concentrica: una esterna a protezione del borgo e una interna a racchiudere la rocca. I primi documenti su Castiglione risalgono al 1276 ma già nel 1343 un registro diocesano lo definisce senza mezzi termini “dirutum”. Nel sito religioso chiamato Pieve di San Michele vi abitò un eremita sino al 1790, ultimo segno di vita presente nell'antico borgo prima di essere avvolto dalla vegetazione. Mura poligonali: all’inizio del sentiero per Castiglione è possibile notare ciò che rimane di un possente muro poligonale. Un cartello ci narra che tali opere, realizzate in un tempo imprecisato in età arcaica dal popolo dei Sabini, occorrevano a formare terrazzamenti dai quali ottenere terreni coltivabili. Basolato romano: questo diverticolo faceva parte del sistema viario per recuperare la neve dai monti e condurla a valle dove le ville patrizie ne usufruivano per conservare gli alimenti. Mulino di Casoli: il grande complesso, purtroppo abbandonato al degrado, faceva parte di un ampio sistema di mulini che nella zona servivano a macinare grano e a spremere le olive. All’interno, si possono ancora distinguere gli ambienti e le strutture principali. Il piano terra è suddiviso in due ampi spazi da un arco a tutto sesto, e dalla porta di entrata si accede nella sala dove probabilmente avvenivano le operazioni di macinatura, poiché ospita ancora una mola in pietra “a ruota orizzontale”, che un tempo serviva a macinare i cereali. Il piano superiore conserva tratti del pavimento di legno, utilizzato come magazzino del grano, e vi si accedeva sia dall’esterno, tramite una porta superiore, sia dal piano terra, tramite una scala di legno, che ora non esiste più. Restano tratti anche del tetto di legno, dalla forma spiovente. Le macine di tipo orizzontale erano alimentate dall'acqua corrente mediante "u Cunnuttu" il condotto che imbrigliava le acque della sorgente di Capo d'Acqua. Tale condotta forniva l’acqua al primo serbatoio per azionare la prima mola, poi l’acqua passava a riempire il secondo serbatoio per far lavorare la seconda mola e cosi via fino ad arrivare a valle dove veniva usata per l'irrigazione dei terreni. Si possono notare all'interno anche delle scritte risalenti al 1938, quando la struttura era ancora in uso. Sorgenti di Capo d'Acqua: per arrivarci si cammina al fianco del Fosso Capo d'Acqua nel quale scorre un limpido torrente. Più si sale più il fosso si trasforma, articolandosi in piccole rapide e cascatelle meravigliose. Informazioni di visita e avvertenze Sentiero pietroso, sempre in ombra (tranne al castello), il percorso si svolge in 7 ore, andando con calma, per 16,7 km d cammino complessivi A/R, presenti pannelli informativi nei siti di maggior interesse, segni bianco-rossi del CAI molto frequenti, zona con divieto di caccia, no fonti acqua, no insetti fastidiosi, il sentiero potrebbe essere fangoso dopo giorni di pioggia abbondante, due cani maremmani abbaiano da dietro un alto cancello quindi inoffensivi, attenzione al ritorno perché si scende su sentiero adibito a circuito di mountain bike, Lupo in teoria tra la fauna locale, non abbiamo incontrato nessun animale tranne tre daini vicino il mulino (o caprioli, non è facile dirlo perchè sono scappati via come fulmini), salita per le sorgenti ripida, percorso nel complesso impegnativo ma solo per la lunghezza. Se si aggira il mulino Casoli si arriva a vedere il primo piano e in basso le macine, di cui una spezzata a metà (attenzione perché l’edificio è pericolante e in teoria non si potrebbe entrare nè avvicinarsi, analoga attenzione alla Rocca). Traccia GPS gratuita qui: https://it.wikiloc.com/percorsi-escur... (la traccia arriva anche al Ponte del Diavolo, che noi non abbiamo fatto) Come arrivare Parcheggio ai margini dell'abitato di Palombara Sabina, in uno spiazzo all’incrocio tra via di Castiglione e via Piedimonte, qui il punto preciso su Google Maps: https://maps.app.goo.gl/t2Le9dhyYECi5... Buona visita!