BASSO PROFUNDO: Giulio Neri - Rossini: Il barbiere di Siviglia: La calunnia (1955) [video+score]
Maria Callas’ No. 1 fan
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BASSO PROFUNDO: Giulio Neri - Rossini: Il barbiere di Siviglia: La calunnia (1955) [video+score]
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Gioachino Rossini: Il barbiere di Siviglia: La calunnia
Don Basilio: Giulio Neri
La calunnia è un venticello
un’auretta assai gentile
che insensibile, sottile,
leggermente, dolcemente,
incomincia, incomincia a sussurrar.
Piano piano, terra terra,
sotto voce, sibilando,
va scorrendo va scorrendo, va ronzando va ronzando;
nelle orecchie della gente
s’introduce, s’introduce destramente,
e le teste ed i cervelli, e le teste ed i cervelli
fa stordire, fa stordire, fa stordire e fa gonfiar.
Dalla bocca fuori uscendo,
lo schiamazzo va crescendo:
prende forza a poco a poco,
vola già di loco in loco.
Sembra il tuono, la tempesta
che nel sen della foresta,
va fischiando, brontolando,
e ti fa d’orror gelar.
Alla fin trabocca e scoppia,
si propaga, si raddoppia
e produce un’esplosione:
Come un colpo di cannone,
come un colpo di cannone,
un tremuoto, un temporale,
un tremuoto, un temporale,
un tumulto generale
che fa l’aria rimbombar.
Un tremuoto, un temporale,
un tremuoto, un temporale,
un tumulto generale
che fa l’aria rimbombar.
E il meschino calunniato,
avvilito, calpestato,
sotto il pubblico flagello
per gran sorte va a crepar.
E il meschino calunniato,
avvilito, calpestato,
sotto il pubblico flagello
per gran sorte va a crepar.
Sotto il pubblico flagello
per gran sorte va a crepar.
Sotto il pubblico flagello
per gran sorte va a crepar.
Sì, va a crepar.
Sì, va a crepar.
Sì, va a crepar.