E POI VENGO A SAPERE CHE...
SENTINELLA NERAZZURRA
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E POI VENGO A SAPERE CHE...
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SENTINELLA NERAZZURRA
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1. La verità sui fatti giudiziari: basta con le illazioni
Sulla vicenda che ha coinvolto Gianluca Rocchi voglio essere chiarissimo, riprendendo la posizione espressa da Jacobelli: l'inchiesta si è conclusa con una richiesta e conferma di archiviazione piena perché il fatto non sussiste, sia da parte della magistratura ordinaria sia di quella di Monza. Parlare ancora di "Arbitropoli" o "Interopoli" è del tutto privo di senso e serve solo ad alimentare sospetti e insinuazioni inventate di sana pianta.
2. La questione Giulini e l'Articolo 16-bis NOIF
A chi solleva polemiche sul possesso di quote societarie, rispondo con il regolamento alla mano. L'Articolo 16-bis delle NOIF della FIGC parla chiaro: ciò che la norma vieta sono esclusivamente le partecipazioni che determinano un controllo diretto o indiretto o un'influenza dominante su più club professionistici (maggioranza dei voti o ruoli gestionali operativi).
Tommaso Giulini possiede lo 0,000034% dell'Inter (circa 5.070 azioni):
Nessun potere decisionale: Non ha diritti di voto influenti, non nomina amministratori e non incide sulle decisioni della società.
Nessuna incompatibilità: È presidente e amministratore del Cagliari, mentre nell'Inter è un semplice azionista privato e investitore passivo, senza alcuna carica gestionale.
La sua posizione è del tutto irrilevante per la giustizia sportiva e rispetta al 100% le regole.
Da informazioni fresche, anche il Direttore Generale del Cagliari Melis Stefano Melis, in carica dal 1° luglio 2024. E' juventino e possiede azioni della Juventus, ma questo non crea nessun conflitto di interesse.
Risposta agli attacchi personali e la scelta delle sedi opportune
Di fronte agli attacchi squallidi e ai tentativi di denigrare la mia vita privata, il mio ruolo di marito e di padre, rispondo senza farmi minimamente scalfire. Non ho 15 anni e queste idiozie non mi toccano.
Chi si fissa su teorie strampalate senza uno straccio di prova non fa informazione né opinione: porta avanti solo un'ossessione compulsiva. La differenza è che io non mi dispero; mi limiterò a far valere la verità nelle sedi opportune. Quando davanti ai giudici verranno chieste le prove di queste diffamazioni e si scoprirà che non ce ne sono, le reazioni saranno ben diverse.
Il pericolo della calunnia e il mio diritto di informarvi
I meccanismi di odio e le dicerie diffuse su internet ricordano da vicino il gogna mediatica e il bullismo, con conseguenze spesso devastanti sulla vita delle persone. Pensiamo al caso di Michele Padovano: è stato travolto nel 2006 da accuse infondate che gli hanno distrutto la carriera, per poi essere assolto con formula piena "perché il fatto non sussiste" dopo ben 17 anni, dimostrando che non c'era alcuna associazione a delinquere.
Chi subisce una campagna diffamatoria ha il pieno diritto di difendersi e di mostrare alla propria community i provvedimenti giudiziari e i fatti storici accertati. Quando ci saranno le sentenze, sarò qui a mostrare a tutti la realtà delle cose, basandomi sui fatti e non sulle chiacchiere.