RAI8T (spezzone)
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RAIOT- Armi di distrazione di massa,con Sabina Guzzanti,Sabrina Impacciatore, Francesco Paolantoni. 2003
RAI Ot(to), per sottolineare come la trasmissione volesse porsi in qualità di unica TV indipendente, dato che gli altri 7 canali televisivi, con la presidenza del consiglio di Berlusconi, erano oramai diventati un'unica grande RAI sotto il suo controllo. A sottolineare ciò, la sigla del programma era costituita da una sorta di countdown rovesciato, da 1 a 8, che al posto dei numeri mostrava in sequenza dapprima i loghi delle tre reti RAI, poi il logo RAI beffardamente accoppiato a quelli dei quattro canali privati (Rete 4, Canale 5, Italia 1 e La7), per poi lasciare spazio al marchio "raiot".
Riot, pronunciato appunto "raiot", in inglese significa "tumulto, sommossa"
Troia, di cui RaiOt è l'anagramma, è la città conquistata con l'inganno del cavallo, che richiama il cavallo presente nell'atrio della RAI (anche atrio è un anagramma di RaiOt).
Delle previste sei puntate fu però messa in onda, il 16 novembre 2003, solo la prima Armi di distrazione di massa. La puntata ebbe un notevole successo in termini di ascolti: 1 milione 830 000 telespettatori, 18% di share, ma il giorno seguente fu annunciata una querela da parte di Mediaset contro la Guzzanti e della RAI per una presunta diffamazione a causa di alcune affermazioni fatte dalla Guzzanti stessa impersonando Lucia Annunziata.
La querela fu poi vinta dalla Guzzanti nel 2004, ma fu allora alla base - secondo la Guzzanti pretestuosamente - delle decisioni che portarono all'eliminazione del programma.
Pochi giorni dopo la prima puntata, infatti, i 5 consiglieri RAI votarono all'unanimità un documento con cui si invitava l'allora direttore generale dell'azienda radiotelevisiva pubblica Flavio Cattaneo «a sospendere temporaneamente la messa in onda di RaiOt e proseguire la realizzazione delle altre 5 puntate, al fine di valutarle complessivamente per tutelare l'azienda da possibili future conseguenze civili e penali».
La trasmissione venne quindi "temporaneamente" sospesa. Successivamente il contratto tra la RAI e la casa di produzione del programma venne però sciolto, ufficialmente a causa dell'impossibilità di trovare un accordo che potesse soddisfare l'esigenza della RAI di visionare preventivamente le puntate. Cattaneo parlò di "separazione consensuale" mentre Sabina Guzzanti negò vi fosse un accordo da parte sua.