VESUVIO 1631: Il risveglio che uccise quattromila persone in una notte
Le Verità Sepolte
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VESUVIO 1631: Il risveglio che uccise quattromila persone in una notte
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Nel dicembre del 1631 il Vesuvio era una montagna verde: i vigneti salivano fino all'orlo del cratere, le capre pascolavano sul fondo della voragine, dal fondo crescevano alberi. L'ultima eruzione distruttiva risaliva a secoli prima e l'attività minore si era spenta da circa centotrent'anni: nessuno dei trentamila abitanti delle pendici aveva mai visto quella montagna fare qualcosa.
Poi i pozzi cominciarono a prosciugarsi, la terra prese a tremare di notte e gli animali abbandonarono i pascoli alti: quattordici giorni di segnali documentati e discussi pubblicamente, senza che venisse impartito un solo ordine di evacuazione. Il 16 dicembre la montagna esplose. Il 17, con il collasso della colonna eruttiva, i flussi piroclastici e le colate di fango uccisero circa quattromila persone — in parte fra chi era tornato indietro credendo che il peggio fosse passato.
Questa è la storia di una catastrofe annunciata per due settimane, del vuoto giuridico che rese impossibile qualsiasi decisione, e di una lastra di marmo fatta scolpire l'anno successivo dalla stessa autorità che non aveva agito. Oggi nella zona rossa del Vesuvio vivono circa settecentomila persone, e la montagna tace dal 1944.
CAPITOLI
00:00 Il Vesuvio verde prima della catastrofe
01:55 Quando la memoria delle eruzioni scomparve
03:25 Quattordici giorni di segnali ignorati
06:20 La cronaca di Giulio Cesare Braccini
07:25 Pozzi secchi, tremori e animali in fuga
10:45 Perché nessuno ordinò l'evacuazione
11:50 16 dicembre 1631: il Vesuvio esplode
14:50 La fuga verso Napoli e lo spettacolo dai tetti
17:35 Cenere, buio e case che crollano
22:00 Il silenzio del vulcano e il ritorno a casa
23:40 Il collasso della colonna: flussi piroclastici
27:30 Quattromila vittime e un territorio ridisegnato
29:00 Le occasioni mancate e la risposta del potere
33:20 La lapide del 1632: l'istruzione scolpita nel marmo
36:45 Il Vesuvio oggi: 700.000 persone nella zona rossa
FONTI PRIMARIE
Braccini, Giulio Cesare. Dell'incendio fattosi nel Vesuvio a XVI di dicembre MDCXXXI e delle sue cause ed effetti. Napoli: Secondino Roncagliolo, 1632.
Recupito, Giulio Cesare. De Vesuviano incendio nuntius. Napoli: Egidio Longo, 1632.
Giuliani, Giovan Bernardino. Trattato del Monte Vesuvio e de' suoi incendi. Napoli: Egidio Longo, 1632.
Castelli, Pietro. Incendio del Monte Vesuvio. Roma, 1632.
Epigrafe latina di Portici, lastra marmorea posta nel 1632 per disposizione del viceré di Napoli, tuttora in situ.
STUDI E LETTERATURA SCIENTIFICA
Rosi, Mauro; Principe, Claudia; Vecci, Roberto. "The 1631 Vesuvius eruption. A reconstruction based on historical and stratigraphical data." Journal of Volcanology and Geothermal Research, vol. 58, 1993, pp. 151–182.
Rolandi, Giuseppe; Barrella, Anna Maria; Borrelli, Antonio. "The 1631 eruption of Vesuvius." Journal of Volcanology and Geothermal Research, vol. 58, 1993, pp. 183–201.
Scandone, Roberto; Giacomelli, Lisetta; Gasparini, Paolo. "Mount Vesuvius: 2000 years of volcanological observations." Journal of Volcanology and Geothermal Research, vol. 58, 1993, pp. 5–25.
Guidoboni, Emanuela. "Vesuvius: a historical approach to the 1631 eruption. 'Cold data' from the analysis of three contemporary treatises." Journal of Volcanology and Geothermal Research, vol. 178, 2008, pp. 347–358.
Principe, Claudia; Tanguy, Jean-Claude; Arrighi, Simone; Paiotti, Anna; Le Goff, Maxime; Zoppi, Ugo. "Chronology of Vesuvius activity from A.D. 79 to 1631 based on archeomagnetism of lavas and historical sources." Bulletin of Volcanology, vol. 66, 2004, pp. 703–724.
Nazzaro, Antonio. Il Vesuvio. Storia eruttiva e teorie vulcanologiche. Napoli: Liguori Editore, 1997.
Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia — Osservatorio Vesuviano. Bollettini di sorveglianza del Vesuvio. Napoli.
Dipartimento della Protezione Civile. Aggiornamento del Piano nazionale di emergenza per il Vesuvio. Roma, 2019.