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Verdi - LA TRAVIATA - Napoli 1966 - Scotto, Bondino, Cappuccilli - GAVAZZENI

Lele del Gatto 2

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Verdi - LA TRAVIATA - Napoli 1966 - Scotto, Bondino, Cappuccilli - GAVAZZENI

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G. Verdi - LA TRAVIATA - Live, Napoli. T. di S. Carlo, 10 febbraio 1966 Violetta, RENATA SCOTTO Alfredo RUGGERO BONDINO Gérmont PIERO CAPPUCCILLI Dir. GIANANDREA GAVAZZENI Flora, Carmen Piccini / Annina, Vittorina Magnaghi Gastone, Franco Riccardi / Douphol, Arturo La Porta Obigny, Augusto Frati / Grenvil, Silvano Pagliuca ***** Registrazione che pare il documento di un’epoca ormai perduta, da come lascia percepire una partecipazione da parte del pubblico che oggi pare impensabile. Premetto che già all’inizio dell’ascolto ho avuto la netta impressione che avrei ascoltato una “Traviata” d’eccezione: impressione confermata fino al termine. La Scotto, fraseggiatrice sublime, cesella ogni frase da par suo, ed è una notevole Violetta anche in ragione della grande estensione e facilità del registro acuto, ancora non intaccato come avverrà nel prosieguo della carriera. Il timbro – inconfondibile – può suonare a momenti lievemente asprigno, cosa che però si notava assai meno nell’ascolto diretto, almeno stando a miei remoti ascolti risalenti ai primi anni ’70. Non avevo mai ascoltato prima il tenore Ruggero Bondino, che conoscevo se non di nome, e che a quanto mi era capitato di leggere era ritenuto un buon professionista ma certo non un cantante di prima grandezza. Come che sia, qui si ode un ottimo Alfredo, squillante, sicuro, con una voce che si intuisce ampia e sonora; e anche l’interprete è tutt'altro che banale. Di Cappuccilli si diceva che al di là delle doti naturali eccezionali, non brillasse particolarmente come fraseggiatore; ma qui è un eccellente Gérmont, attento se non a tutte a gran parte delle sfumature che il personaggio richiede. Gianandrea Gavazzeni taglia tutte le cabalette, come d’altronde unanimemente si faceva all’epoca, ciò che non inficia una direzione decisamente ispirata. In questa occasione il celebre Maestro dimostra anche di avere avuto un bel coraggio e spirito di iniziativa, perché dopo l’ ”Amami Alfredo” intonato dalla Scotto, quando il pubblico preso da un entusiasmo vicino all'isterismo reclama insistentemente il bis, lo si sente intervenire a convincere a viva voce gli astanti a lasciar proseguire la serata. Successo come si sarà capito a dir poco straordinario: merito degli esecutori e segnatamente della Scotto, che si intuisce come le bastasse aprir bocca per far balzare gli spettatori sulla poltrona. (LdG)