Mercatino di Santa Costanza 2014-San Donato Val di Comino
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Mercatino di Santa Costanza 2014-San Donato Val di Comino
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Le stradine e i vicoli di Via Duomo ci guidano alla scoperta di un’antica festa dedicata a Santa Costanza, la compatrona di San Donato Val di Comino. Suggestivi riti, abiti colorati e un settecentesco Mercatino trasformano quest’appuntamento di fine agosto come un irrinunciabile appuntamento carico di atmosfera e di suggestione. Tutti i sandonatesi, così come i numerosi turisti e visitatori, anche quest’anno si stringeranno con affetto intorno a Santa Costanza. Una partecipazione sentita, in modo particolare da giovani e giovanissimi, legati con un filo indissolubile a Costanza, anche lei poco più che adolescente quando venne uccisa con un colpo di spada alla gola per non aver voluto rinnegare il nascente Cristianesimo. Per ridare vita ad una festa e ad un culto persosi nella memoria è stato deciso di rievocare e valorizzare alcuni particolari momenti come la Novena, il cui rituale ricalca per l’apertura quello originario del 1756 e lo storico “Mercatino di Santa Costanza”.
Dedicato ai cocci ed alle cipolle,questo mercatino è una sorta di fiera, tra arte ed artigianato, che entusiasmava tanto i nostri nonni, quando da bambini aspettavano la festa per farsi regalare, fischietti e piccoli giocattoli "rigorosamente"... di coccio! Per le madri invece, il mercatino era l'occasione per acquistare - in vista dei rigori dell'inverno - pignatte, piatti e la "n'zerta" di cipolle. Strettamente legato alla festa è anche l’acquisto dei salvadanai (in dialetto “car’siegl’”). Secondo la tradizione dovevano essere rotti in concomitanza con la festa. Con il denaro risparmiato i maschietti comperavano i fischietti di coccio, mentre le femminucce le “cucc’tèll’”: giocattoli sempre in coccio che riproducevano le miniature di pignatte, tegami e quant’altro utilizzato in cucina. Con la somma rimanente veniva infine acquistato un nuovo salvadanaio che poteva essere riempito fino alla festa dell’anno seguente. Oggi come in passato, la tradizione rivive. Le origini della fiera risalgono al Settecento. Inoltre, nelle antiche cantine sarà possibile degustare l’antico menù della festa: Cipollata, Spezzatino di Cipolle, insalata mista, pan di spagna e orzata da sorseggiare. Santa Costanza, giovanissima martire romana, è anche la protettrice delle donne non sposate dette scherzosamente… “cipolle”.