Raffaele Rauty "La vergogna delle città" Lincoln Steffens
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Raffaele Rauty "La vergogna delle città" Lincoln Steffens
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Raffaele Rauty
"La vergogna delle città"
Agli albori del giornalismo di inchiesta
Lincoln Steffens
Derive Approdi
www.deriveapprodi.com (http://www.deriveapprodi.com)
«In una situazione così complessa e condizionata da cambiamenti repentini e drastici, capaci di mettere a repentaglio il bene più prezioso per una democrazia, il compito di vigilare per chi svolge questo mestiere è ancora più importante e decisivo. Seguire l’esempio di Lincoln Steffens dovrebbe essere per tutti i giornalisti l’imperativo categorico»
dalla Postfazione di Sergio Rizzo
Nel 1904 un giovane reporter americano raccolse in volume una serie di articoli usciti sul mensile «McClure's Magazine» e consegnò agli Stati Uniti uno specchio che nessuno voleva guardare. The Shame of the Cities, ora per la prima volta in italiano con il titolo La vergogna delle città, è il libro con cui nasce il giornalismo d'inchiesta moderno. Steffens attraversa St. Louis, Minneapolis, Pittsburgh, Philadelphia, Chicago e New York e scopre ovunque lo stesso meccanismo: politici di partito, uomini d'affari e funzionari legati da un sistema di favori, appalti e voti comprati che svuota dall'interno la democrazia municipale. La sua tesi è scomoda ancora oggi: la corruzione non è un'anomalia, ma un sistema che regge perché i cittadini lo tollerano, anzi spesso ne traggono vantaggio.
Il metodo è quello che diventerà la grammatica dell'inchiesta: documenti, testimonianze, nomi e cognomi, nessuna concessione al sensazionalismo fine a se stesso. Il risultato è un ritratto dell'America del primo Novecento che parla con sorprendente precisione anche al presente, e un'ostinata difesa dell'autonomia del giornalismo da ogni potere. L'edizione italiana è arricchita dall'introduzione del curatore e da una postfazione di Sergio Rizzo, che ne sottolinea l'attualità per un paese come il nostro.
Lincoln Steffens (San Francisco 1866 – Carmel, California, 1936) studiò a Berkeley e in Europa prima di diventare cronista a New York. Redattore di «McClure's», fu tra i protagonisti di quella generazione di giornalisti che Theodore Roosevelt, nel 1906, battezzò con disprezzo muckrakers, "rovistatori nel fango". Seguì poi la rivoluzione messicana e quella russa, e nel 1931 pubblicò un'Autobiografia che divenne un classico.
Raffaele Rauty è stato professore ordinario di Storia del pensiero sociologico nelle università di Perugia e Salerno, dove ha insegnato per oltre quarant'anni. Studioso della sociologia statunitense, della Scuola di Chicago e dell'interazionismo simbolico, della condizione giovanile e dei processi migratori, ha tradotto e curato classici come Jane Addams, W.E.B. Du Bois, Park, Mead e Blumer. Per DeriveApprodi ha già curato Mortalità in fabbrica (2024).
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