Il Gloria di Vivaldi esisteva solo in un palazzo di Genova
Curiosità dei Grandi
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Il Gloria di Vivaldi esisteva solo in un palazzo di Genova
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Torino, 1927. Un professore di musica ha davanti una fila di volumi scritti a mano da Antonio Vivaldi, musica che nessuno sentiva da due secoli. Poi guarda i numeri sui dorsi, e si accorge che non tornano: quella fila è soltanto metà di una serie.
L'altra metà esiste. È a Genova, in un palazzo di famiglia, e il padrone non la vuole vendere. Dentro c'è il Gloria, l'unica copia che esista. Chi aveva tagliato in due la musica di Vivaldi? Come si convince un marchese a vendere? E perché sulla seconda metà non poté esserci il nome dell'uomo che aveva pagato la prima?
Capitoli 0:00 I numeri che non tornano
0:59 Le carte rimaste a Venezia
2:05 I Durazzo
2:35 1893: la biblioteca divisa a metà
3:15 Il tombarello
4:57 La metà che mancava
6:23 Il nome che non poteva esserci
7:51 Cosa c'era a Genova
9:34 Pound, Olga Rudge e il 1938
10:33 Siena, 1939
11:24 Il Gloria oggi
Fonti Franca Porticelli, la storia del ritrovamento degli autografi vivaldiani, in «Gli autografi di Antonio Vivaldi a Torino: storia di una scoperta», Finestre sull'Arte, 16 ottobre 2022 · Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, Raccolte Mauro Foà e Renzo Giordano · Saccani e Sebastiani, «Digitare la musica», DigItalia 1/2007 (ICCU), e Sebastiani e Porticelli, Torino musicale «scrinium» di Vivaldi, BNU 2006 · Chiara Pilocane, Torino ebraica, 17 marzo 2026 · Cesare Galla, «Vivaldi secondo Vivaldi», doppiozero, 28 luglio 2024 · Stefan Hersh, Guarneri Hall, 18 novembre 2020 · OPMS, «The rediscovery of Vivaldi's Gloria» · Gloria RV 589, Giordano 32, ff. 90-129: edizione critica Ricordi a cura di Michael Talbot · La Stampa, 27 novembre 1930, p. 6.
Immagini (Wikimedia Commons) Gli autografi di Vivaldi della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino (il Gloria RV 589, Tito Manlio, Stabat Mater, Nisi Dominus), il ritratto di Bologna, la caricatura di Pier Leone Ghezzi, l'incisione di La Cave, Canaletto, Bellotto, l'opera ottava stampata ad Amsterdam, l'Hospitale della Pietà, la foto di Alberto Gentili, quella di Alfredo Casella (Library of Congress), la locandina di Olga Rudge e lo scalone di palazzo Durazzo (Université de Louvain) sono di pubblico dominio · Il conte Giacomo Durazzo, inciso da Giovanni David e dipinto da Martin van Meytens (Metropolitan Museum of Art, CC0) · Ezra Pound di Alvin Langdon Coburn, 1913 (CC0) · Il sonetto della Primavera (CC0) · Le Quattro Stagioni stampate mentre Vivaldi era vivo (CC BY-SA 4.0) · Giuseppe Bisi, Genova dall'alto, Canaletto, Il molo, e Gabriel Bella, La cantata delle orfanelle: Sailko (CC BY-SA 4.0, CC BY 3.0) · Il concerto delle orfanelle, Fondazione Querini Stampalia (CC BY 2.0) · Palazzo Durazzo Pallavicini: Carlo Dell'Orto, Superchilum (CC BY-SA 4.0) · La Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino: Fred Romero (CC BY 2.0) · Un concerto di Vivaldi in un museo del libro: Z thomas (CC BY-SA 3.0) · Santa Maria dei Servi, Siena: Myrabella (CC BY-SA 3.0), Zairon (CC BY 4.0) · Palazzo Chigi Saracini: José Luiz, Rabe! (CC BY-SA 4.0).
Le scene ricostruite sono illustrazioni generate; i ritratti, i manoscritti, le fotografie e i luoghi sono veri. Nessuna persona reale compare in volto nelle scene generate. Nel video non si sente nessuna registrazione di Vivaldi.