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Rocco D'Arielli, dalla vittoria nazionale alla formazione sul campo della potatura

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Rocco D'Arielli, dalla vittoria nazionale alla formazione sul campo della potatura

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Per guardare le altre interviste realizzate sabato 14 marzo 2026, leggi 📰 qui ➡ https://ortonaabruzzo.blogspot.com/20... Dalla competizione ai filari dell’oliveto, fino alla trasmissione del sapere tecnico. È il percorso professionale di Rocco D’Arielli, potatore docente e vincitore del 16° Campionato nazionale di potatura a vaso policonico “Forbici d’Oro”, protagonista della sessione pratica del corso di formazione svolto il 14 marzo 2026 nell’oliveto attiguo a Villa Basti, a dopo la giornata teorica ospitata alla Cantina Sociale San Zefferino. L’iniziativa, promossa insieme a Zefferino Sanvitale, ha unito formazione teorica e applicazione pratica, con l’obiettivo di fornire competenze concrete agli olivicoltori. Ed è proprio nella dimensione operativa che emerge l’esperienza di D’Arielli, maturata anche attraverso il percorso competitivo che lo ha portato al titolo nazionale: “Sono arrivato primo”, ha ricordato, spiegando come il risultato sia stato il punto di arrivo di un percorso iniziato dalle selezioni regionali. Un successo costruito nel tempo, osservando e apprendendo dai tecnici: “Ho seguito molti anni sti campionati”, ha raccontato, evidenziando come l’esperienza diretta e l’ascolto abbiano contribuito a definire il suo stile di potatura. Alla base del lavoro, tuttavia, non c’è solo tecnica. “È una questione di passione”, ha sottolineato il potatore, ricordando un percorso iniziato fin da giovane e cresciuto fino a diventare una professione riconosciuta. Un approccio che si riflette anche nel lavoro quotidiano: “Ogni pianta che faccio mi deve piacere”, ha spiegato, ribadendo l’attenzione al dettaglio e alla qualità finale dell’intervento. Nel corso della dimostrazione pratica, D’Arielli ha ribadito l’importanza dell’equilibrio tra teoria e pratica: “Ci vuole anche un po’ di passione”, ha affermato, riconoscendo il ruolo della formazione agronomica ma sottolineando la necessità di sviluppare sensibilità e capacità di osservazione. Oggi, dopo la vittoria nazionale, il suo ruolo è cambiato: “Adesso faccio parte della giuria”, ha spiegato, evidenziando il passaggio da concorrente a valutatore, con criteri basati sulla qualità del lavoro. “Guardo soprattutto come è stato fatto il lavoro”, ha precisato, indicando nei tagli mirati e nella forma finale della pianta i parametri principali di giudizio. Un principio centrale della sua visione riguarda la capacità di leggere la pianta: “La potatura te la porta la pianta stessa”, ha detto, spiegando come ogni intervento debba adattarsi alle condizioni vegetative. Durante la formazione, il messaggio ai partecipanti è chiaro: “Osservare quello che fanno quelli più bravi”, invitando a sviluppare competenze attraverso l’esperienza e l’imitazione consapevole. Infine, l’impatto della potatura corretta si traduce in risultati concreti: “Produce meglio ed è più arieggiata”, ha concluso, sottolineando come una gestione attenta dell’oliveto incida direttamente sulla qualità delle olive e dell’olio.