Cadini - Tre Cime (ferrata Merlone e del Paterno)
Filippo Caviola
0:00 / 0:00
Cadini - Tre Cime (ferrata Merlone e del Paterno)
404 просмотра · 11 мес. назад
Filippo Caviola
300 подписчиков
404 просмотра · 11 мес. назад
In un caldo e soleggiato pomeriggio di agosto, in piena settimana di Ferragosto, io e Aurora decidiamo di partire per un’ambiziosa due giorni, consapevoli che questo è forse il periodo più affollato dell’anno. Eppure, per un colpo di fortuna, troviamo un parcheggio proprio sotto il Lago d’Antorno, punto perfetto per partire verso il vallone che conduce al Rifugio Fonda Savio, nel cuore dei Cadini di Misurina.
Il tempo è perfetto: cielo limpido, aria fresca, luce dorata del pomeriggio.
Dopo una pausa pranzo circondati dai gracchi alpini, riprendiamo quota risalendo il grande ghiaione che porta all’attacco della Ferrata Merlone, conosciuta anche come la ferrata delle scalette. La salita è verticale, divertente e sempre più panoramica. E quando finalmente sbuchiamo in cima, davanti a noi si apre uno degli scenari più spettacolari delle Dolomiti: i Cadini visti dall’alto, un labirinto di guglie frastagliate, e sullo sfondo le maestose Tre Cime di Lavaredo.
Rientriamo velocemente verso valle e ci fermiamo sulle rive ormai tranquille del Lago d’Antorno, che alla sera si svuota e si fa silenzioso. Ci godiamo un fantastico picnic con i classici tortellini in brodo caldi, gustati guardando il riflesso delle montagne sull’acqua ferma del lago.
Dopo aver riposato qualche ora in Panda (follia), alle 4 del mattino siamo già svegli, immersi nel buio freddo della notte dolomitica. Ripartiamo sotto il cielo stellato verso il Rifugio Auronzo e veniamo accolti da un’alba rosa incredibile che illumina le Tre Cime e tutte le montagne circostanti.
Dopo una bella colazione all’Auronzo, riprendiamo a camminare verso la Forcella Lavaredo, e da lì deviamo sul sentiero attrezzato che porta in cima al Monte Paterno. La salita è varia e divertente, tra scalette, tratti esposti e scorci iconici sulle Tre Cime.
Dalla vetta scendiamo verso il Rifugio Locatelli, attraversando anche le famose gallerie, e completiamo il classico giro delle Tre Cime fino a tornare alla macchina, di nuovo al Lago d’Antorno.
È stato un giro fantastico. Un azzardo farlo nella settimana di Ferragosto, soprattutto negli ultimi anni in cui l’overtourism ha travolto questa zona. Ma abbiamo imparato una cosa fondamentale: scegliendo orari “non convenzionali” — il tardo pomeriggio, la sera, l’alba — è ancora possibile ritrovarsi ancora soli, avvolti dal silenzio della montagna, a vivere la sua natura più autentica.