Corzetti stampati
eugeniotorre
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Corzetti stampati
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eugeniotorre
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Salve amici,
oggi vedremo come si fanno i corzetti stampati un formato di pasta fresca tipica del Tigullio. Si chiamano stampati per distinguerli da quelli tipici della Val Polcevera che hanno la forma di un otto schiacciato, la quale, quando fatti a mano, deriva dal fatto che le estremità vengono schiacciate fra il pollice e l’indice delle due mani. Torniamo ai nostri corzetti stampati: essi sono dei dischi rotondi di pasta in cui con uno stampino di legno si imprime un disegno tipo arabesco.
Innanzitutto prepariamo la pasta all’uovo; c’è anche chi li fa con la cosiddetta pasta matta cioè, senza uova. Io preferisco mettere le uova perché cuocendo conserveranno meglio il disegno stampato. Naturalmente da buoni genovesi non utilizzeremo solamente uova come in Emilia ma metteremo anche acqua e poco vino bianco che aiuta a dare nerbo.
Una volta preparato l’impasto lo lasceremo riposare mezz’oretta dopo di che, colla macchinetta o con il matterello, tireremo una sfoglia dello spessore delle tagliatelle. Da essa ricaveremo dei dischi del diametro del nostro stampo. Potremo utilizzare o quell’utensile che si utilizza per fare i tortelloni o anche un bicchiere o più semplicemente il bordo tagliente dello stampo. Ogni dischetto verrà poi posato sulla base dello stampo e su di esso compresso dal controstampo. Si tratta di un oggetto di realizzazione artigianale e ogni famiglia ha i suoi disegni. Di solito da un lato vi è un arabesco che ricorda una stella mentre sull’altro si trova l’emblema di famiglia oppure una croce. Per questo motivo si chiamano anche croxetti.
Li cuoceremo poi in acqua salata come qualsiasi altro tipo di pasta e li potremo condire coi soliti condimenti tipo sugo di carne, sugo di funghi, pesto, burro, eccetera. Esiste però un tipo di condimento caratteristico di questo tipo di pasta e lo potete trovare nel mio video della salsa ai pinoli.