La Juve prende tempo e Gattuso trova il modo | UN CENTIMETRO ALLA VOLTA – Ep.271
Corriere della Sera
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La Juve prende tempo e Gattuso trova il modo | UN CENTIMETRO ALLA VOLTA – Ep.271
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Juventus-Napoli era uno spareggio, e due tiri bellissimi scagliati dalla stessa mattonella l’hanno risolto a favore dei bianconeri nell’ultimo quarto di match. Una vittoria di puro talento, due conclusioni dalla distanza firmate da Alajbegovic e Boga e propiziate da Zhegrova, l’ala di cristallo che Spalletti usa con il contagocce, e che più dei compagni riesce a creare con una singola giocata. I problemi della Juve sono tutt’altro che risolti, Kolo Muani è stato una volta di più sfiduciante per esempio, ma una reazione caratteriale dopo la magra di Genova s’è vista, e quindi Spalletti ha ancora in mano la squadra. Ha guadagnato tempo.È il Napoli a sprofondare a 14 punti dalla Lazio capolista e soprattutto a 9 dal quarto posto del Como, un avvio fallimentare fotografato dalla tranquillità con la quale Alajbegovic ha potuto prendere la mira senza che alcun difensore partenopeo uscisse a fronteggiarlo. La quantità di infortunati, ulteriormente cresciuta ieri sera, è un fatto. Ma la distanza dalle posizioni previste è un disastro.Il risultato di Torino atterra su una classifica terremotata dal trionfo del Milan nel derby, che senza esagerare è la svolta principale di queste prime 10 giornate. L’evidenza è che ci sia competizione per lo scudetto: non ci rimangiamo il pronostico favorevole all’Inter, che resta la squadra o più precisamente la rosa più profonda, ma lo zero prodotto fin qui dal mercato ha prosciugato le energie mentali prima di quelle fisiche. Nella settimana del turno in più s’era visto arrivare questo calo dell’Inter: domenica la Fiorentina rimontata e scavalcata nel recupero con immensa fatica, mercoledì la fortunosa vittoria nel finale a Venezia, sabato è stato pagato il conto. Anche perché il Milan, sorpreso in settimana dal Bologna, è riuscito a rimettere assieme il suo nucleo di giocatori migliori, e quando va in campo con i primi undici il suo livello s’impenna. L’entusiasmo di Cardinale a fine partita sembra una garanzia perché a gennaio vengano aggiunti un paio di buoni pezzi alla scacchiera rossonera. Sono necessari per pensare in grande. La breve storia di questo campionato contiene già diversi esempi di squadre rifiorite col rientro degli infortunati, e ovviamente c’è una logica in questa dinamica: ma siccome avevamo segnalato la delicatezza del segmento di partite fra le due pause nazionali d’autunno, ricordiamo adesso che prima di fermarsi l’Inter è attesa ancora da un match fondamentale a Rotterdam in Champions e poi, domenica, dalla partita con il Como. Settimana piena.Il Milan è rientrato in classifica dopo esserne uscito mercoledì. Non ha senso parlare adesso di scudetto o non scudetto, accontentiamoci di registrare che Diego Moreira si è preso San Siro in un derby, come hanno fatto nella storia i campioni, e che il calcio aggressivo di Amorim ha ormai portato la gente dalla sua parte, e se pensiamo alla contestazione di maggio e ai sarcasmi d’estate, si tratta di un bel risultato.Nel gruppetto di testa desta sempre più impressione la Roma, che con i 5 gol di Udine si conferma la squadra che meglio delle altre sa far fronte agli infortuni. Senza Dybala, senza Kone, senza Svilar, e non se ne accorge nessuno. La Lazio, il Como e se vogliamo il Frosinone, inattese o diversamente attese nell’alta classifica, ieri hanno vinto faticando, cosa che non solo non toglie nulla al loro valore, ma semmai lo accentua perché chi vuole andare lontano deve saper vincere in molti modi. Del Como per esempio si diceva che la somma di campionato e Champions sarebbe costata energie e punti su entrambi i fronti: invece non è così, anche perché Fabregas - che per inciso ha nuovamente la miglior difesa del torneo - non si vergogna di giocare la mezz’ora finale col blocco basso per sostenere la pressione del Venezia. Ci sono 20 punti fra le due squadre, ma ieri non si sono notati, e dunque è un merito aver portato a casa una vittoria in apparenza scontata, e perfino un po’ macchiata da un errore arbitrale ai danni dei veneziani. La stessa Lazio, che ha battuto il Cagliari con la spinta dell’occasione storica più che con il gioco, è una capolista solitaria nascosta in piena luce: nel senso che ha allungato tre punti avanti a tutti, ma il giochino di Gattuso di continuare a contare i punti che mancano per la salvezza la preserva per ora dai discorsi impegnativi. E stressanti. La cosa certa è che una partita alla settimana fa tutta la differenza del mondo: non a caso ha faticato in fondo alla settimana in cui ne ha giocate tre.
"Un centimetro alla volta": Paolo Condò fa il punto sui principali avvenimenti sportivi della settimana.
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