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Catania 1770: il vescovo viveva di neve dell'Etna, anche ad agosto

Ingegno di Casa ⭐

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Catania 1770: il vescovo viveva di neve dell'Etna, anche ad agosto

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Catania, 1770. Un viaggiatore scozzese, Patrick Brydone, annota nel diario una cosa strana: le rendite del vescovo vengono soprattutto dalla vendita della neve dell'Etna. In Sicilia, gli spiegano, una carestia di neve sarebbe peggiore di una carestia di grano o di vino. In questo video apriamo una neviera come si apre una macchina: com'era fatta, perché la neve sotto la paglia non si scioglieva, chi la trasportava di notte e chi ci guadagnava. Ogni cifra porta il suo anno e la sua fonte; dove gli storici non sono d'accordo, lo diciamo. 📌 Cosa scoprirete • Tre forme di neviera: la fossa, la grotta di lava dell'Etna e il dammuso in muratura, con l'ingresso sempre a nord • Perché la neve si pressava con il mataccu fino a diventare quasi ghiaccio, e perché il nemico peggiore era la sua stessa acqua • I nivaroli e i bordonari: carovane di muli di notte, fino agli scali di Ognina e Riposto e alle navi per Malta • 9.377 carichi di neve imbarcati a Ognina tra il 1758 e il 1759, e la lite del 1694 con uomini armati del vescovo • Neve per i ricchi o per tutti? Le due versioni, dal ciabattino di Mercurio ai cortili poveri di Palermo • Neviere al Sud, giassàre in Lessinia e la Madonnina in Toscana: come il clima guidò la tecnologia, fino a Carré e al ghiaccio di fabbrica ⏱️ Capitoli 00:00 Catania, 1770: il vescovo che viveva di neve 00:59 Il freddo non si fabbrica 03:50 Una buca, una grotta, una cupola 06:30 Perché la neve non si scioglieva 10:01 Nivaroli, bordonari e la notte 13:27 Il prezzo del freddo 16:48 Neviere al Sud, giassàre al Nord 20:14 La macchina batte la buca 22:40 Cosa resta: buche nel bosco e un vicolo a Palermo #neviere #storia #senzafrigorifero