Перейти к содержимому

MIA NIPOTINA FILOSOFA - #galimberti #umbertogalimberti #filosofia #scuola #educazione #famiglia

Videoteca Umberto Galimberti

0:00 / 0:00

MIA NIPOTINA FILOSOFA - #galimberti #umbertogalimberti #filosofia #scuola #educazione #famiglia

3 267 просмотров · 2 дн. назад
Videoteca Umberto Galimberti
66,3 тыс. подписчиков
3 267 просмотров · 2 дн. назад
In questa analisi, la crisi della scuola non viene letta come un problema organizzativo, ma come un sintomo di una trasformazione più profonda dell’uomo e della società. La scuola non è più in grado di educare non perché abbia perso strumenti, ma perché è cambiato il contesto in cui l’educazione avveniva. Galimberti lo afferma con chiarezza: “i giovani non sono più sostenuti da un orizzonte di senso”, e senza senso l’educazione diventa trasmissione vuota. Il punto decisivo è che la scuola nasce in un mondo in cui esistevano valori condivisi, autorità riconosciute, tempi lunghi. Oggi questi elementi sono crollati. In L’ospite inquietante emerge che i giovani vivono in una condizione di nichilismo, dove “non c’è più differenza tra ciò che ha valore e ciò che non lo ha”. In questo vuoto, la scuola continua a proporre contenuti, ma questi contenuti non trovano più un terreno su cui radicarsi. La figura dell’insegnante si svuota non per incapacità individuale, ma perché è venuta meno la sua funzione simbolica. Non rappresenta più un’autorità, ma un ruolo tecnico. Galimberti sottolinea che “l’educazione non è informazione”, e quando la scuola si riduce a informare, perde la sua forza. I ragazzi possono ottenere informazioni ovunque, ma non trovano luoghi in cui costruire significato. Un esempio concreto è il rapporto con il sapere. Un tempo lo studio era legato a un progetto di vita, oggi è percepito come obbligo. Non perché i giovani siano meno capaci, ma perché non vedono il nesso tra ciò che apprendono e ciò che vivono. La scuola parla un linguaggio che non intercetta più l’esperienza. C’è poi un elemento più radicale: la trasformazione del tempo. La scuola richiede lentezza, concentrazione, continuità. Il mondo contemporaneo, invece, è accelerato, frammentato, immediato. Galimberti mostra che questa incompatibilità è decisiva: “la tecnica ha modificato il nostro rapporto con il tempo”, e l’educazione non può più funzionare come prima. Il problema non è quindi la scuola in sé, ma il fatto che continua a operare con categorie di un mondo che non esiste più. Si tenta di correggere metodi, programmi, strumenti, ma senza mettere in discussione il contesto. E così ogni riforma resta superficiale. La domanda allora cambia direzione: non come migliorare la scuola, ma quale idea di uomo la scuola presuppone. Finché l’uomo viene pensato come destinatario di contenuti, l’educazione resta incompleta. Educare significa introdurre al senso, e senza senso non c’è apprendimento che tenga. #giovani #societa #modernita #pensierocritico #consapevolezza #crescita #crescitapersonale #psicologia #mente #vita #verita #esistenza #etica #naturaumana #riflessione #over60 #terzaeta #anziani #educazioneoggi #insegnanti #studenti #tempo #tecnica #filosofiadellavita “La crisi della scuola spiegata” “Perché educare non funziona più” “La scuola senza senso” “I giovani e il nichilismo” “Il fallimento dell’educazione” “Scuola e società in crisi” “Perché i ragazzi non apprendono” “Educare oggi è possibile?” “La fine dell’autorità educativa” “Ripensare la scuola”