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IL VASO CATALANO: DAL TRAPIANTO ALLA FRUTTIFICAZIONE

VITO VITELLI Agronomo

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IL VASO CATALANO: DAL TRAPIANTO ALLA FRUTTIFICAZIONE

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La forma di allevamento a "VASO CATALANO" sta suscitando, negli ultimi anni, forti interessi tra i peschicoltori meridionale. L'abbattimento dei costi di gestione, la precoce entrata in fruttificazione, congiunti ad una buona resa e all'alta qualità dei frutti, sono fattori molto apprezzati dal moderno frutticoltore sempre alla ricerca di tecniche di produzione innovative. Nel vaso "catalano", i continui interventi di cimatura dei germogli vigorosi (topping), eseguiti nei primi anni e ad ogni inizio di ciclo di spinta vegetativa, hanno lo scopo di favorire l'emissione di rami anticipati esterni su cui sarà impostata la fruttificazione. Il "topping" può essere eseguito con l'ausilio di barre falcianti che richiedono mediamente da 1,5 a 2,0 ore di lavoro ad ettaro. Il vaso "catalano", tuttavia, non deve essere considerata una forma di allevamento di "minima" potatura. A partire dal terzo anno la pianta richiede gli stessi interventi di management della chioma di un vaso classico. Il vantaggio risiede nella facile gestione della pianta, interamente da terra, con conseguente abbattimento dei costi (diradamento, raccolta) per unità di produzione. Nel video, realizzato nel corso della "Giornata tecnica sulla frutticoltura", organizzata dal Consorzio Vivaisti Lucani, e altri partners, nel metapontino (MT) il 4 giugno 2011, vengo illustrate, sinteticamente, tutte le fasi di impostazione del vaso "catalano", dalla messa a dimora della pianta fino all'entrata in produzione. Le nozioni di base sono fornite, con straordinario stile magistrale, dal Prof. Davide Neri, dell'Università Politecnica delle Marche, Ancona.