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Candy Automatic 3 1962 Panoramica 090809

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Candy Automatic 3 1962 Panoramica 090809

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Le Candy Automatic 3 e 5 furono le prime lavatrici Candy veramente alla portata del grande pubblico, costavano poco più di 100.000 lire nel 1960 quando per primo il modello A3 fu presentato nel mezzo del boom economico dell'Italia post bellica. La A3 andava ad affiancare la vecchia Automatic C5 che a breve sarebbe andata fuori produzione sostituita dalla A5 che con carico da 5kg aveva le caratteristiche della nuova serie A. In quegli anni le famiglie italiane finalmente potevano pensare anche all'acquisto della lavatrice e ne furono prodotte più di un milione! Le sigle A3 e A5 si riferiscono alla capacità di carico di 3 e 5 kg ma esteticamente a parte la scritta sul cruscotto erano identiche, solo leggermente più profonda la A5 “Automatic 5”. Dal punto di vista meccanico condividevano tutto eccezion fatta per mobile, vasca, cestello e crociera di supporto che erano più grandi nella A5. Queste lavatrici furono le prime (a partire dal 1962) a montare il famoso “Autosolver Candy” che altro non era se non un interruttore termoregolato che permetteva al cestello di ruotare alternando moto e pause per rivoltare il bucato anche durante la fase di riscaldamento dell'acqua quando il timer, incluse le camme veloci che comandano i movimenti del cestello, era fermo. Con l’Autosolver in funzione si scioglieva meglio il detersivo e si effettuava quello che veniva definito un “ammollo dinamico” mentre la macchina raggiungeva la temperatura di inizio lavaggio nei cicli energici ovvero i 65°C, la temperatura massima veniva poi raggiunta in fase di lavaggio vero e proprio. Ereditava l'inversione di rotazione del cesto della vecchia C5, una cosa non comune all'epoca e la sospensione bilanciata costituita da 4 molloni e due smorzatori di movimento a pattini. La vasca era in acciaio zincato ed il contrappeso era contenuto nel tappo di chiusura frontale. In pratica veniva colato del cemento all'interno di appositi contenitori ricavati nella lamiera saldata. Un particolare che creava non poche difficoltà ai riparatori era il posizionamento della gomma oblò che veniva agganciata alla vasca su un labbro interno invece che al solito profilo rivolto verso l'esterno della vasca. Chi ancora oggi, volendo restaurare una vecchia serie A, non conosce la procedura e la sequenza esatta per il suo montaggio difficilmente riesce a posizionare correttamente la gomma oblò senza procurarsi ferite alle mani oltre ad ottenere un montaggio malfatto ed instabile. La pompa di scarico era agganciata alla vasca e collegata ad essa attraverso un manicotto, un tubo elastico collegava il condotto di scarico della chiocciola al bocchettone esterno dove veniva agganciato il tubo in gomma curvata. La velocità di centrifuga era di soli 420 giri al minuto, sufficienti tuttavia per ottenere biancheria molto più asciutta di quello che si poteva fare con la strizzatura a mano! Particolare il funzionamento della manopola del timer che rimase in uso anche sulla serie successiva. In pratica si ruotava la manopola in senso antiorario fino a raggiungere il numero del programma desiderato e poi si procedeva alla rotazione in senso inverso fino a quando la manopola si bloccava sull'apposito fermo che segnava il punto di partenza. L'avvio veniva eseguito tirando la manopola stessa verso l'alto. Nei primi modelli di fianco al timer era presente un foro collegato alla vasca da un manicotto nel quale si versava il detersivo, questo foro venne eliminato a partire dal 1962 poichè l'umidità ed il vapore che fuoriuscivano durante il lavaggio danneggiavano il timer. A partire dal 62 il detersivo veniva immesso direttamente nel cestello e le macchine riparate in assistenza venivano modificate togliendo il manicotto di carico e chiudendo i fori con appositi tappi di gomma per evitare ulteriori guasti. La macchina era molto silenziosa ma le sospensioni avevano una durata limitata e non poche A3 ed A5 vengono ricordate come tori scatenati che "saltavano"! Era prevista la fornitura su richiesta di un modello multi tensione visto che prima del 64 in Italia la tensione di rete non era unificata ma variava da gestore a gestore ed era pure disponibile un apposito carrello da aggiungere per rendere la macchina mobile su rotelle con la manovra di un comando a leva. La Automatic 3 qui presentata è del 1962 quindi della seconda serie senza foro di carico del detersivo.