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GIACOMO GALANDA - IL CAPITANO AZZURRO

PODCAST DEI CAMPIONI di LUCA GEMIGNANI

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GIACOMO GALANDA - IL CAPITANO AZZURRO

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PODCAST DEI CAMPIONI di LUCA GEMIGNANI
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Ci sono carriere costruite assecondando il sistema. E poi c'è chi ha rischiato, stando fermo per tre anni, pur di non far decidere il proprio futuro ad altri. Oggi parliamo di un campione con la C maiuscola, uno che ha fatto la storia della pallacanestro italiana: Giacomo “Gek” Galanda. Nato a Udine, lungo atipico che amava giocare lontano dal canestro come una guardia, sulle orme del suo idolo Larry Bird, Galanda è stato una colonna della Nazionale, con cui ha conquistato un argento, un oro e un bronzo agli Europei e lo storico argento olimpico ad Atene 2004. Accanto ai trofei azzurri ci sono gli scudetti vinti nei club più importanti d’Italia: lo scudetto della stella nel 1999 a Varese ed il primo scudetto della storia sia della Fortitudo Bologna nel 2000 che della Montepaschi Siena nel 2004. Tutto questo sempre con un filo conduttore ovvero la presenza di Carlo Recalcati in panchina. Ma siamo andati molto oltre. Abbiamo ripercorso la sua storia dall'inizio: il nuoto, il pallone preso in mano da bambino, la frase del padre «Galanda giocherà a pallavolo» e, soprattutto, quel cartellino venduto a sua insaputa che lo portò a «scioperare» per tre anni — rispondendo solo alle chiamate della Nazionale — pur di svincolarsi. Poi l'anno negli Stati Uniti, l'high school, la sua seconda famiglia americana ed il ritorno a Verona con i duri metodi di coach Marcelletti. Il cuore del racconto sono i valori: la fermezza del padre, l'orgoglio delle radici friulane, l'idea che «una parola data è una parola data». Una carriera fatta, per sua stessa ammissione, quasi sempre di scelte proprie. Ne è nata anche una riflessione sul corpo di chi gioca da lungo per oltre quindici anni ad altissimo livello: le richieste fisiche del ruolo, il chilometraggio di una lunga carriera e cosa significa restare competitivi nel lungo periodo. Un tema che, da fisioterapista, conosco da vicino. Perché dietro il giocatore c'è un uomo libero, che ha sempre giocato, dentro e fuori dal campo, secondo le proprie regole. Buona visione! ______________ ISCRIVITI AL CANALE    / @podcastdeicampioni   SEGUI PODCAST DEI CAMPIONI INSTAGRAM –   / podcastdeicampioni   TIKTOK –   / podcastdeicampioni   SEGUI LUCA GEMIGNANI INSTAGRAM –   / lucagemignani_fisio