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Marmifera della Piastraccia da Arni all'Alto Sella - cave Ronchieri (GARFAGNANA.GIRIMBICI)

Garfagnana Girimbici

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Marmifera della Piastraccia da Arni all'Alto Sella - cave Ronchieri (GARFAGNANA.GIRIMBICI)

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Giunti al paese di Arni e superata la chiesa su di una curva ad U, a dx imbocchiamo la sterrata a dx che porta verso l’Alto Sella e alla cave di marmo, numerose lungo il percorso. In soli 4 km. Di salita dobbiamo coprire 800 metri di dislivello sulla marmifera della Piastraccia. La strada in molti tratti è veramente ripida e scivolosa (specialmente in discesa) a causa del fondo non compatto formato da brecciolino di marmo e polvere di marmo a volte con uno spessore di oltre 5 cm. Il panorama visibile lungo il percorso è uno dei più spettacolari e contrastanti di tutte le Alpi Apuane, caratterizzato dall'incontro ravvicinato tra la maestosità della natura incontaminata e l'impatto geometrico dell'archeologia industriale del marmo. Mentre si sale lungo i tornanti della sterrata, la vista è dominata dalle severe moli rocciose che racchiudono la conca di Arni: • Il Monte Fiocca: con i suoi 1711 metri troneggia proprio di fronte e sopra il percorso, mostrando i suoi ripidi versanti erbosi e le caratteristiche balze calcaree. • Il Monte Macina: si mostra come un'imponente e affilata piramide di roccia che sovrasta l'orizzonte circostante. • Il Monte Sella e il Monte Altissimo: chiudono l'anfiteatro visivo con le loro pareti verticali e le creste frastagliate che separano la valle dalla Garfagnana e dal mare. Guardando verso l'interno del bacino estrattivo, l'ambiente si trasforma in un paesaggio quasi extraterrestre. I giganteschi gradoni bianchi tagliati nel ventre della montagna della Cava Piastraccia, i vecchi piazzali di sosta della Cava Capanna e gli imponenti ravaneti (i cumuli di scarti di marmo) della Cava Borrelle creano geometrie uniche ed imponenti, offrendo una prospettiva ravvicinata sul lavoro estrattivo apuano che risale a secoli fa. Alzando lo sguardo o proseguendo sui sovrastanti sentieri di raccordo (come il CAI 144 verso il Passo Fiocca), il bianco accecante della pietra lascia spazio al verde profondo della faggeta del Fato Nero. Arrivati al termine della corsa ci troviamo nell’Alto Sella e davanti una piccola galleria scavata nella pietra viva chiusa da un cancello che per lascia libero il transito pedonale. E’ questo l’accesso alle cave Ronchieri. Lasciata la bici aldiquà del cancello percorriamo la galleria al termine della quale ci si para davanti una panorama mozzafiato. Sottostante possiamo vedere il mar Tirreno, la città di Massa ed in lontananza l’Isola Palmaria e il golfo di La Spezia. Questa zona si sviluppa a una quota di circa 1580-1600 metri nel cuore delle Alpi Apuane, proprio sul crinale che fa da confine geografico e storico tra la Garfagnana (comune di Vagli Sotto) e la Versilia (comune di Stazzema), sebbene i bacini estrattivi specifici ricadano catastalmente sotto il territorio comunale di Massa. L'area è celebre tra gli escursionisti per la presenza della storica via di lizza e della spettacolare Monorotaia Denham, utilizzata in passato per trasportare il marmo a valle verso il versante di Renara. La cava di Piastreta era inizialmente conosciuta come Cava Denham e successivamente come Cava Ronchieri. La cava si trova a 1580 metri sulle pendici del monte Sella. La Monorotaia di Piastreta, universalmente nota come Monorotaia Denham (o lizza meccanica del Sella), è un capolavoro di archeologia industriale unico nel suo genere. Costruita tra il 1922 e il 1923 rappresenta una delle opere ingegneristiche più audaci e faticose mai realizzate per l'estrazione marmifera. Prima della sua invenzione, i blocchi di marmo venivano calati a valle tramite la pericolosissima lizzatura tradizionale (i blocchi venivano fatti scivolare su travi di legno trattenuti da corde). L'ingegnere inglese Charles Denham, allora proprietario delle cave del Sella, decise di rivoluzionare il sistema progettando una lizza meccanica su monorotaia. La monorotaia collegava la Cava Ronchieri/Denham (1580 m. di quota) con il poggio caricatore di Renara (a 310 metri), nel comune di Massa. Sviluppava un percorso originale di circa 3,5 chilometri per coprire un dislivello monstre di 1270 metri. In alcuni tratti, specialmente all'altezza dell'impervio canale del Fosso del Chiasso, la pendenza sfiorava il 100% (circa 45° di inclinazione). Sul singolo binario d'acciaio scorreva un carrello motore frenato (la "macchina Denham"). Nel viaggio di discesa frenava e controllava carichi di marmo eccezionali, fino a 11 tonnellate. Durante la risalita, trasportava in quota fino a 5 tonnellate di viveri, strumenti e materiali. La velocità era ridotta: una discesa completa richiedeva anche più di 4 ore. Oggi la monorotaia non è più attiva, ma la struttura in ferro e la lunghissima e ripida scalinata di servizio in cemento che la affianca sono ancora intatte. È diventata uno dei percorsi escursionistici più famosi, severi e affascinanti di tutte le Alpi Apuane. Risalire i suoi gradini nel silenzio del Fosso del Chiasso permette di comprendere a pieno la fatica e la pericolosità del lavoro dei vecchi cavatori.