Di chi è davvero il ricordo raccontato ne ‘I giardini di marzo’?
Ombre della musica
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Di chi è davvero il ricordo raccontato ne ‘I giardini di marzo’?
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Ombre della musica
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C’è un bambino magro, una madre con un vestito nero a fiori, un gelataio che passa ogni tanto. Da mezzo secolo tutti pensano che sia l’infanzia di Lucio Battisti. Non lo è. È l’infanzia di Mogol, che l’ha scritta in prima persona per un’altra voce.
CAPITOLI
00:00 Cold Open
01:50 L’infanzia di un altro
05:07 Il ventuno del mese
08:46 Il vestito e i libri
12:46 La donna che Mogol dice di aver immaginato
14:35 Quello che resta
“I giardini di marzo” (1972) è una delle canzoni più amate della storia della musica italiana, ma anche una delle più fraintese: musica e voce di Lucio Battisti, testo e ricordi di Giulio Rapetti, in arte Mogol. In questo episodio ricostruiamo, intervista dopo intervista, la vera origine di un testo che il pubblico ha sempre ascoltato come una confessione di chi la canta, e non di chi l’ha scritta.
In questo documentario distinguiamo i fatti verificati dalle leggende.
Se vi interessa la storia della musica raccontata separando i documenti dalle testimonianze, iscrivetevi al canale: non promettiamo un calendario fisso, ma ogni episodio segue lo stesso metodo.
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