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Il rapporto mafie e social network

Vincenzo Luise

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Il rapporto mafie e social network

4 просмотра · 7 дн. назад
Vincenzo Luise
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Nel quindicesimo episodio di Napolitan – Il Podcast intervengo su alcuni temi centrali della mia attività di ricerca, dedicata al rapporto tra criminalità organizzata, social media e culture digitali. L’analisi muove dalla considerazione che il potere delle organizzazioni criminali non si esercita soltanto nei territori e nei luoghi fisici nei quali tali organizzazioni si sono storicamente radicate. Esso si manifesta, sempre più frequentemente, anche negli spazi digitali che strutturano la comunicazione, la visibilità e le relazioni sociali contemporanee. La conversazione affronta le modalità attraverso cui le organizzazioni criminali impiegano i social network non semplicemente come strumenti di comunicazione, ma come ambienti nei quali costruire consenso, diffondere simboli, elaborare narrazioni e consolidare la propria immagine pubblica. Le piattaforme digitali costituiscono infatti spazi ambivalenti, in cui pratiche di autopresentazione, propaganda, produzione di visibilità e controllo dell’immaginario possono intrecciarsi. In tali contesti, la presenza criminale può essere rappresentata attraverso forme comunicative capaci di renderla familiare, apparentemente legittima o socialmente accettabile, facendo ricorso a linguaggi ed estetiche propri della comunicazione digitale contemporanea. Studiare questi processi consente di interrogare criticamente il ruolo delle piattaforme nella circolazione di rappresentazioni, valori e forme di potere. Il tema riguarda non solo gli studi sulla criminalità organizzata, ma anche il modo in cui abitiamo quotidianamente gli ambienti digitali nei quali prendono forma opinioni, relazioni e percezioni della realtà.