GEDEONE E I 300 UOMINI: QUANDO DIO TRASFORMA LA DEBOLEZZA IN FORZA | Giudici 6-8
Andrea Fortezza
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GEDEONE E I 300 UOMINI: QUANDO DIO TRASFORMA LA DEBOLEZZA IN FORZA | Giudici 6-8
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Andrea Fortezza
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Gedeone non si vedeva come un grande guerriero.
Non si considerava forte.
Non pensava di essere la persona giusta per liberare Israele.
Eppure, quando Dio lo incontra, gli dice:
«Il SIGNORE è con te, o uomo forte e valoroso!» (Giudici 6:12, NR).
Dio vedeva in Gedeone qualcosa che Gedeone ancora non riusciva a vedere.
Giudici capitoli 6-8 racconta una delle storie più straordinarie dell'Antico Testamento: la chiamata di Gedeone e la vittoria sui Madianiti con un esercito di appena 300 uomini.
Israele sta attraversando un periodo terribile.
A causa della sua infedeltà, il popolo è oppresso dai Madianiti.
Ogni volta che Israele semina, i nemici arrivano e devastano il paese.
Il popolo è impoverito.
La paura domina.
Gli Israeliti gridano al Signore.
Ed è in questo contesto che Dio chiama GEDEONE.
Ma quando il Signore gli affida la missione, Gedeone guarda immediatamente ai propri limiti:
«Ahimè, Signore, con che salverò Israele? Ecco, la mia famiglia è la più povera di Manasse, e io sono il più piccolo nella casa di mio padre» (Giudici 6:15, NR).
In altre parole:
SONO LA PERSONA SBAGLIATA.
NON HO LE RISORSE.
NON SONO IMPORTANTE.
NON SONO ABBASTANZA FORTE.
Ma la risposta di Dio cambia completamente la prospettiva:
«Io sarò con te» (Giudici 6:16, NR).
Questa è la differenza.
La forza di Gedeone non sarebbe stata sufficiente.
La sua famiglia non sarebbe stata sufficiente.
La sua posizione non sarebbe stata sufficiente.
Ma DIO SAREBBE STATO CON LUI.
Quante volte anche noi, davanti a ciò che Dio ci chiama a fare, guardiamo immediatamente a quello che ci manca?
Non sono capace.
Non ho abbastanza esperienza.
Non ho le risorse.
Non sono preparato.
Ci sono persone migliori di me.
Gedeone ci insegna che la domanda fondamentale non è soltanto:
«QUANTO SONO FORTE?»
La domanda è:
«DIO È CON ME IN CIÒ CHE MI STA CHIAMANDO A FARE?»
Ma la storia diventa ancora più sorprendente.
Gedeone raduna un esercito.
Trentaduemila uomini sono pronti a combattere.
E Dio dice che sono TROPPI.
Troppi?
Israele deve affrontare un esercito nemico enorme e Dio considera 32.000 uomini troppi.
Perché?
«Israele potrebbe vantarsi di fronte a me e dire: “La mia mano è quella che mi ha salvato”» (Giudici 7:2, NR).
Ecco uno dei grandi insegnamenti della storia di Gedeone:
DIO NON VUOLE CHE L'UOMO SI PRENDA LA GLORIA CHE APPARTIENE A LUI.
L'esercito viene ridotto.
Da 32.000 a 10.000.
Poi da 10.000 a soli:
300 UOMINI.
Umanamente sembra assurdo.
Meno uomini.
Meno forza.
Meno possibilità.
Ma Dio sta preparando una vittoria nella quale sarebbe stato evidente chi aveva realmente liberato Israele.
A volte pensiamo che per fare qualcosa di grande abbiamo necessariamente bisogno di avere DI PIÙ.
Più persone.
Più denaro.
Più mezzi.
Più capacità.
Più possibilità.
Ma la storia di Gedeone ci mostra che Dio può perfino RIDURRE le nostre risorse per insegnarci a dipendere maggiormente da Lui.
I 300 uomini non erano il segreto della vittoria.
DIO ERA IL SEGRETO.
Questo non significa che preparazione, capacità e risorse non abbiano valore.
Significa che non devono prendere il posto della nostra dipendenza dal Signore.
Dio può utilizzare ciò che sembra piccolo.
Può utilizzare una persona che si sente inadeguata.
Può utilizzare risorse apparentemente insufficienti.
Può operare in circostanze che sembrano impossibili.
Affinché alla fine sia chiaro:
LA GLORIA APPARTIENE A DIO.
Gedeone deve anche imparare progressivamente a fidarsi.
La sua storia non comincia con un uomo completamente sicuro di sé.
Lo troviamo con domande.
Timori.
Dubbi.
Richieste di conferma.
Eppure Dio continua a lavorare con lui.
Questo può incoraggiare chi pensa che Dio utilizzi soltanto persone che non hanno mai paura.
Il coraggio biblico non significa necessariamente non provare paura.
Significa scegliere di ubbidire a Dio anche quando dobbiamo affrontare ciò che ci spaventa.
Gedeone passa dal dire:
«Io sono il più piccolo»
a guidare 300 uomini contro un esercito enormemente superiore.
CHE COSA È CAMBIATO?
Ha imparato che la promessa fondamentale non era:
«Gedeone, tu sei abbastanza forte».
La promessa era:
«IO SARÒ CON TE».
Ed è una differenza enorme.
Ma Giudici 6-8 contiene anche un avvertimento.
Le grandi vittorie spirituali non ci rendono immuni dai pericoli successivi.
Dopo la vittoria, Gedeone deve ancora affrontare decisioni importanti.
Questo ci ricorda che non basta iniziare bene.
Non basta nemmeno sperimentare una grande vittoria.
ABBIAMO BISOGNO DI RIMANERE FEDELI A DIO.
La storia di Gedeone ci porta quindi a riflettere sulla chiamata, sulla paura, sull'ubbidienza, sulla fede, sulla dipendenza da Dio e sul pericolo di confidare nelle nostre forze.
Forse oggi ti senti come Gedeone all'inizio della storia.
Piccolo.
Inadeguato.
Insufficiente.
E davanti a te vedi qualcosa di molto più grande delle tue possibilità.