Perché Cavour mandò 15.000 piemontesi in Crimea per unire l'Italia?
Cronache di Guerra
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Perché Cavour mandò 15.000 piemontesi in Crimea per unire l'Italia?
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La guerra di Crimea si combatté lontano dall'Italia, eppure contribuì a cambiare il destino della penisola. Circa 500.000 uomini morirono, soprattutto per colera, tifo, fame e freddo. Il piccolo Regno di Sardegna inviò circa 15.000 soldati in una guerra che non minacciava direttamente il Piemonte.
Questa ricostruzione segue la crisi dell'Impero ottomano, Sinope, l'Alma, l'assedio di Sebastopoli, Balaklava, Inkerman, l'inverno e Florence Nightingale. Spiega poi il calcolo di Cavour: combattere accanto alle grandi potenze per ottenere un posto al Congresso di Parigi e trasformare la questione italiana in un problema europeo, aprendo la strada al Risorgimento.
[CAPITOLI]
00:00 La guerra lontana che cambiò l'Italia
02:02 Il malato d'Europa e il mare
03:47 La disputa sui luoghi santi
05:29 Nicola I e Napoleone III
08:24 La distruzione della flotta a Sinope
09:51 L'obiettivo: Sebastopoli
10:32 La battaglia dell'Alma
11:31 L'esitazione che allungò la guerra
12:18 Totleben trasforma la città in fortezza
14:19 Balaklava e l'ordine sbagliato
16:13 Arriva il vero nemico: l'inverno
17:02 Colera, tifo e ospedali
17:52 Florence Nightingale
18:38 Cavour entra nel grande gioco
19:04 I 15.000 piemontesi in Crimea
20:00 Il bastione di Malakov
21:30 La caduta di Sebastopoli
22:50 Il Congresso di Parigi
23:06 Cavour porta l'Italia al tavolo
24:26 La sconfitta cambia la Russia
24:58 Da Plombières al Regno d'Italia
26:08 La prima guerra moderna
31:06 La strada verso la nascita dell'Italia
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