Com'era il Pianeta Quando l'Artico Ospitava Palme? | Documentario per Dormire
Pianeta Lento
0:00 / 0:00
Com'era il Pianeta Quando l'Artico Ospitava Palme? | Documentario per Dormire
15 просмотров · 6 дн. назад
Pianeta Lento
13 подписчиков
15 просмотров · 6 дн. назад
In questo viaggio ti accompagno dall’Artico di oggi a quello dell’inizio dell’Eocene, tra circa 56 e 53 milioni di anni fa. Partiamo dai pollini fossili di palma e dagli altri indizi che rivelano foreste, paludi e un clima molto più mite: non un paradiso tropicale, ma una regione che, pur avendo mesi di buio, non era dominata da ghiaccio e gelo persistente. Vediamo come livelli elevati di gas serra, oceani e atmosfera capaci di trasportare calore, piogge abbondanti e superfici scure contribuirono a mantenere caldo il pianeta durante il massimo termico del Paleocene-Eocene e un successivo impulso di riscaldamento. All’Isola di Ellesmere, i fossili di tartarughe, parenti degli alligatori, mammiferi e uccelli ci aiutano a ricostruire l’ecosistema e le temperature: circa 8 °C di media annuale, con estati intorno ai 19-20 °C e mesi freddi vicini allo zero. Sull’Isola di Axel Heiberg incontriamo tronchi ancora radicati nei suoli antichi; nella dorsale di Lomonosov, i sedimenti del fondale conservano pollini e segnali chimici del mare caldo e delle sue acque dolci. Seguiamo poi gli abitanti della foresta attraverso la notte polare: alberi decidui, animali che cambiavano dieta e specie che forse migravano. Infine ripercorriamo il raffreddamento: le prime tracce di ghiaccio marino stagionale, la crescita della calotta antartica circa 34 milioni di anni fa e la progressiva trasformazione dell’Artico. Confrontando i due paesaggi, consideriamo cosa ci insegnano sui gas serra, sulle soglie degli ecosistemi e sulla rapidità del cambiamento climatico, senza scambiare l’antico Eocene per una previsione identica del futuro. Nelle ricostruzioni del mare artico, le stime arrivano anche a valori molto alti: la rianalisi dei biomarcatori di Sluijs e colleghi, pubblicata su Climate of the Past nel 2020, indica temperature superficiali sopra i 20 °C nelle fasi meno calde, con picchi stimati di circa 26 °C durante il PETM e 27 °C nell’ETM2. Tengo presente una cautela degli autori: in alcuni campioni, i composti organici arrivati dalla terraferma possono influenzare le misure. Per riconoscere il ghiaccio marino non ci si affida solo ai granelli trasportati nei sedimenti. Uno studio del 2009 su Nature ha trovato anche diatomee legate al ghiaccio e colloca questi indizi nel bacino artico centrale tra circa 47,5 e 45,5 milioni di anni fa.