Castelnuovo-Tedesco, Passacaglia. Massimo Felici, guitar
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Mario Castelnuovo Tedesco, Passacaglia, op. 180, Omaggio a Roncalli. Massimo Felici, guitar.
Castelnuovo-Tedesco recounts:
One day, in 1956, I received a telegram from Segovia ("out of the blue sky"...) from a small town in the Midwest (I think Milwaukee...) that read: "Please write a Passacaglia." Naturally, I wrote it immediately, and was able to deliver it to him a few days later, when he came to play in Los Angeles. But... I remained curious to know what had prompted this strange and sudden request. "Oh, nothing," he replied, "it was just that I was reading a Passacaglia another composer had written for me, and it was so bad!" (1)
The Passacaglia theme in A minor (which Castelnuovo-Tedesco writes in a deliberately archaic manner) is elaborated in fifteen variations arranged in a rigorous order that brings them to a point of calm—after a progressively thickening of the rhythmic and harmonic texture—at the tenth variation in the major key ("sweet and dreamy"); after which the pattern begins to thicken again until it culminates in the magniloquent conclusion consisting of a fugue (the fourteenth variation) and the final variation of the theme, realized through a series of heavy chordal blocks that lend a majestic tone to the Passacaglia's finale.
The composer has given us a composition that beautifully synthesises elements from different historical backgrounds: ancient modules of the seventeenth-century Passacaglia (construction and harmonization of the theme), Bachian reminiscences (such as the rhythmic figures of the third and fourth Variations, the triplet arpeggios and the Fugue) romantic procedures in the conduct of the Variations (amplifications, reharmonizations). Finally, as is the spiritual attitude of modern man, he deliberately avoids the strict observance of the binding "ostinato". His language is in fact of our time while remaining consistently faithful to the Italian musical tradition, as is demonstrated by most of his works, in which, if there are exceptions, they are constituted by the parentheses in which he, especially in many of his guitar compositions, was nobly inspired by Spanish stylistic features.(2)
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(1) From a letter from Castelnuovo-Tedesco of August 4, 1967 to Gilardino, in ANGELO GILARDINO, "Un fiorentino a Beverly Hills", Seicorde n. 53, September-October 1955, p. 29.
(2) BRUNO TONAZZI, "Mario Castelnuovo-Tedesco, Passacaglia (Homage to Roncalli)", review, il Fronimo n. 19, April 1977, page 32.
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Racconta Castelnuovo-Tedesco:
Un giorno, nel 1956, mi vidi arrivare ("out of the blue sky"...) un telegramma di Segovia da una cittadina del Middle-West (mi pare Milwaukee...) così concepito. "Please write a Passacaglia". Naturalmente la feci subito, e potei consegnargliela pochi giorni dopo, quando venne a suonare a Los Angeles. Ma... ero rimasto colla curiosità di sapere che cosa gli avesse suggerito questa strana e improvvisa richiesta. "Oh, niente" — mi rispose — "era solo che stavo leggendo una Passacaglia che un altro compositore aveva scritto per me, ed era tanto brutta!(1)
Il tema di passacaglia in la minore (che Castelnuovo-Tedesco scrive in modo volutamente arcaico), viene elaborato in quindici variazioni disposte secondo un ordine rigoroso che le porta ad un punto di quiete — dopo un progressivo infittirsi della trama ritmica e armonica — in corrispondenza della decima variazione in maggiore ("dolce e sognante"); dopodiché il disegno riprende ad infittirsi fino a sfociare nella magniloquente conclusione costituita da una fuga (la quattordicesima variazione) e dall'ultima variazione del tema, realizzata tramite una serie di pesanti blocchi accordali che conferiscono un tono maestoso al finale della Passacaglia.
L'Autore ci ha dato una composizione dove in bella sintesi confluiscono elementi di diversa estrazione storica: moduli antichi della Passacaglia seicentesca (costruzione ed armonizzazione del tema), reminescenze bachiane (come le figurazioni ritmiche della terza e quarta Variazione, gli arpeggi in terzine e la Fuga) procedimenti romantici nella condotta delle Variazioni (amplificazioni, riarmonizzazioni). Infine, com'è nell'atteggiamento spirituale dell'uomo moderno, egli evita deliberatamente la stretta osservanza del vincolante "ostinato". Il suo linguaggio è infatti del nostro tempo pur restando coerentemente fedele alla tradizione musicale italiana, come ci è dimostrato dalla maggior parte dei sui lavori, nei quali, se vi sono delle eccezioni, esse sono costituite dalle parentesi in cui egli, specie in molti dei suoi componimenti chitarristici, si è nobilmente ispirato agli stilemi spagnoli.(2)
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(1) Da una lettera di Castelnuovo-Tedesco del 4 agosto 1967 a Gilardino, in ANGELO GILARDINO, "Un fiorentino a Beverly Hills", Seicorde n. 53, settembre-ottobre 1955, p. 29.
(2) BRUNO TONAZZI, "Mario Castelnuovo-Tedesco, Passacaglia (Omaggio a Roncalli)", recensione, il Fronimo n. 19, aprile 1977, p. 32.