Contratto, a ottobre soldi, meno vincoli mobilità, permessi ai precari, carriera Ata: parla Pacifico
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Contratto, a ottobre soldi, meno vincoli mobilità, permessi ai precari, carriera Ata: parla Pacifico
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#docenti #scuola #tecnicadellascuola Il Ccnl 2019/21 in autunno produrrà, tra le altre cose, un incremento stipendiale, sebbene minimo, ma anche permessi pagati ai precari, meno vincoli alla mobilità dei lavoratori, una carriera reale per il personale Ata: l’ha detto Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, alla Tecnica della Scuola.
Il sindacalista ha ricordato che “tra il 2019 e il 2021 l’inflazione è stata del 2,5% e noi abbiamo ottenuto aumenti contrattuali superiori al 4%. Il problema è che la scuola ha avuto un blocco contrattuale tra il 2008 e il 2018. Non è colpa di questo contratto se non abbiamo coperto il costo della vita”.
“Abbiamo firmato – ha aggiunto - perché sono stati dati per la prima volta 500 milioni in più sulla scuola: anziché tagliare sull’Istruzione, perché l’ultima legge di bilancio ha cancellato mille istituti, si è investito. Non è tanto, però è qualcosa e si aggiunge ai 6 miliardi e mezzo per tutti i dipendenti pubblici”.
Pacifico ha quindi fatto un excursus sui vincoli rispetto alla mobilità del personale, ripercorrendo le vicende sui cambiamenti normativi culminati con la norma del vincolo di 5 anni del 2019: “la continuità didattica non viene favorita dal bloccare i docenti, ma da altro”, ha ricordato. “Nel contratto rispetto ai vincoli agli spostamenti dei lavoratori si potevano al massimo fare delle deroghe e le abbiamo fatte portando da 3 a 11 anni l’età massima dei bambini con cui ricongiungersi. Nel 2024? Non vi saranno passi indietro sui vincoli alla mobilità”.
E ancora: “nell’ultimo biennio l’inflazione è salita di 12 punti: noi abbiamo un assegno dell’1,5% solo per il 2023, più l’indennità di vacanza contrattuale sempre di 1,5%. Siccome per legge, però, l’indennità di vacanza contrattuale deve essere pari alla metà del caro vita, mancano 3 punti percentuali di aumento: se dovessimo avere ragione in Corte Costituzionale, chi fa ricorso con il nostro sindacato avrà un risarcimento”.
Il nuovo contratto collettivo nazionale? “Credo che slitterà al 2025-26, perché ci vogliono 18 miliardi per firmare, di cui subito 9 per l’indennità di vacanza contrattuale. Intanto è importante andare a scrivere una legge di bilancio ad ottobre, già a fine estate con il Nadef, che contenga le risorse necessarie. Sarebbe poi bello avere una parità di trattamento giuridica ed economica tra personale precario e di ruolo: su ferie, permessi, salario accessorio, su scatti di anzianità”.
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