In memoria di Mons Giuseppe Matrone Il solenne ritorno in Basilica Parte 1
Achille Arto
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In memoria di Mons Giuseppe Matrone Il solenne ritorno in Basilica Parte 1
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In memoria di Monsignor Giuseppe Matrone, amato Arciprete e storico Pastore della Basilica di Santa Maria a Pugliano in Ercolano dal 1951 al 1996.
Questa è la prima parte del video, dedicata al rito del solenne ritorno in Basilica e alla deposizione nella nuova tomba creata appositamente per lui, situata nella Cappella di Sant'Antonio, sul lato sinistro, la terza cappella. Il filmato documenta l'accoglienza e l'onore resi a un vero e indimenticabile Pastore per celebrarne il perenne legame con la sua comunità.
Il 17 maggio 2026 è stato realizzato il desiderio di monsignor Giuseppe Matrone di riposare in eterno in quella Casa che lo vide per più di 60 anni sacerdote e per 45 anni Parroco. L'aveva espresso moltissimo: «Desidero riposare per sempre nella Casa della Madonna di Pugliano». E così è stato fatto a 23 anni dalla sua dipartita. Il Monsignore torna finalmente nella sua casa spirituale grazie alla forte richiesta del popolo di Ercolano e al grande impegno del parroco Don Aniello Gargiulo. I Christi mortali sono stati traslati dal Cimitero comunale alla Basilica pontificia su richiesta di un Comitato di fedeli accolta dal cardinale Battaglia. La liturgia solenne è stata presieduta da monsignor Antonio Di Donna, vescovo di Acerra, nativo proprio di Ercolano e cresciuto spiritualmente sotto l'ala e come protetto di Monsignor Matrone.
Giuseppe Matrone era nato a Resina (oggi Ercolano) l'11 maggio 1915 da una famiglia umile: il papà era ciabattino, la mamma casalinga. Fin da ragazzo avvertì la vocazione e nel 1931 entrò nel Seminario di Napoli, venendo ordinato sacerdote il 30 maggio del 1942. Ricevette diversi incarichi in Seminario come educatore e in Diocesi; il cardinale Ascalesi lo nominò Ebdomadario della Cattedrale. Nel 1949 conseguì la laurea in Lettere classiche e completò gli studi di Teologia. Il 23 settembre 1951 fu nominato parroco della Basilica di Santa Maria a Pugliano. Trattandosi di una storica chiesa patronale, per antico diritto di giuspatronato il parroco veniva nominato direttamente dal Comune: un forte legame istituzionale che suggellava l'unione indissolubile tra il Pastore e tutto il popolo di Ercolano. Mantenne questo incarico fino al 7 aprile 1996. La sua vita fu segnata da lutti ravvicinati: il padre morì il 4 agosto 1943 e la madre il 6 agosto dello stesso anno, quando i bombardamenti distrussero l'abitazione. Trovò ospitalità alla Parrocchia di Santa Caterina e poi all'Orfanotrofio Gemma dell'Aquila, come guida spirituale delle orfanelle e Assistente della Gioventù femminile di Azione Cattolica. Dal 1945 al 1952 insegnò Lettere classiche al Seminario minore. Suo fratello Raffaele, anch'egli sacerdote, divenne Padre missionario Redentorista. Il 24 gennaio 1969, su proposta del cardinale Ursi, Paolo VI lo nominò Cappellano d'onore di Sua Santità.
Come parroco si distinse per la carità in un territorio segnato da povertà e miseria, dimostrando sempre un carattere fermo, una totale dedizione al suo popolo e incarnando il profondo legame tra fede e cittadinanza, specialmente durante la complessa opera di restauro e consolidamento post-terremoto del 1980. Tra le sue iniziative si ricordano l'istituzione dell'asilo parrocchiale, la promozione dell'Azione Cattolica, la missione cittadina dei Padri Redentoristi (1952) e la consacrazione di Resina alla Madonna di Pugliano (1954). Nel 1975, per il centenario dell'incoronazione, Monsignore fece un atto di grande coraggio: tolse i vestiti di stoffa che coprivano la statua lignea trecentesca della Madonna. In questo modo restituì l'opera alla sua bellezza originale, mostrandola finalmente a tutte le persone nella sua forma autentica e svelando a tutti lo splendore di questa straordinaria scultura.
Il 7 novembre 1996 terminò il mandato e fu nominato Parroco emerito. Poco dopo, su proposta del Cardinale Giordano, Papa Giovanni Paolo II lo nominò Prelato d'onore di Sua Santità. Il 3 febbraio 2003 lasciò la casa terrena dopo 61 anni di servizio sacerdotale, da tutto il paese riconosciuto uomo di elevato spessore e insigne educatore. Ancora oggi è amato e ricordato per le sue doti umane e paterne, per la sua ars oratoria, per la sua conoscenza biblico-teologica e l'amore per la cultura classica, sapendo spostare il baricentro degli interessi in un ambito di ampia e intelligente riflessione, pienamente convinto della costante presenza di Dio nell'esperienza di ogni persona.
A questo video farà seguito la Seconda Parte dedicata alla celebrazione della Santa Messa. Che il Signore gli doni l'eterno riposo e che la luce perpetua risplenda su di lui. Il ritorno a casa di un vero Pastore. Riposa in pace nella Tua Basilica, Monsignore.