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trailer 6 min i Persiani Sirolo Messa in scena del 30 agosto 2026

Francesco Mazza

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Francesco Mazza
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Trailer spettacolo I Persiani di Eschilo 7 agosto 2026 Teatro Cortesi Sirolo (AN) IL CAST ARTISTICO Adattamento testi: Aldo Fiale Direzione artistica: Francesco Mazza Regia: Aldo Conforto Aiuto regia: Marco Trebian Direzione della fotografia: Francesco Mazza Scenografia: Francesco Mazza Costumi: Aldo Conforto Musiche originali: Conservatorio Statale di Studi Musicali P. I. Tchaikovsky direttore M° Valentina Currenti: Amedeo Lobello, Miriana Screnci Al flauto traverso: Francesca Procopio Trucco: Alessia Mazza Scenografi Attilio Armone, Antonio Pittelli Alla consolle audio-luci Chiara Vescio * Personaggi in ordine di apparizione Atossa: Anna Maria Corea Il Messagero: Alessandro Giordano Donna afflitta: Anna D’Alfonso Dario: Benito Pugliese Serse: Marco Trebian * Coro e Coreuti Capo coro Aldo Conforto Primo corifeo Eugenio Nicolazzo Secondo corifeo Gino Mariano Mazzotta Terzo corifeo Paolo Formoso Giuseppe Cesare Valentino Leonardo Candiloro Pietro Rijillo Giuseppe Maria Perri Francesco Mazza Ancella Alessia Mazza Ringraziamenti ISTITUZIONALI: Amministrazione provinciale di Catanzaro il Presidente Amedeo Mormile. Conservatorio Statale di Studi Musicali P. I. Tchaikovsky direttore M° Valentina Currenti, il Mº Amedeo Lobello, il Soprano Miriana Screnci e il Mº Francesca Procopio. I MEDIA: Rai 3 Calabria, LaC TV, Catanzaro Informa, Il Quotidiano del Sud, Calabria Live, La Nuova Calabria, Giornale di Calabria, CalabriaPost. net. PER LA REALIZZAZIONE ELEMENTI SCENOGRAFICI: Francesco Cuteri per la consulenza storica. Falegnameria Menniti & Mercuri per gli arredi. Riassunto di Gino Mariano Mazzotta I Persiani è una tragedia del drammaturgo greco Eschilo, messa in scena per la prima volta nel 472 a.C. ad Atene. Ritenuta la più antica opera teatrale a noi pervenuta, il capolavoro eschileo si configura come la sola tragedia greca che tratti di un evento storicamente accaduto: la disfatta dell’esercito persiano avvenuta nel 480 a.C., durante la battaglia di Salamina, alla quale lo stesso autore prese parte combattendo nell’esercito greco. Con la sua opera, Eschilo intende proporre una raffigurazione trasparente e oggettiva del popolo persiano: calandosi nella prospettiva degli sconfitti, l’autore scandaglia il dolore e la delusione della disfatta, indagando con occhio critico, ma mai sprezzante, le ragioni di tale fallimento. La nobiltà di Eschilo risiede, infatti, nell’aver riconosciuto la grandezza e la dignità del suo avversario sconfitto. Nella reggia persiana di Susa, il coro di anziani dignitari attende notizie della spedizione guidata dal Re Serse contro la Grecia. Uscita dal suo ritiro, la regina Atossa, madre di Serse e vedova del grande Re Dario, racconta ai saggi un sogno simbolico che sembra far presagire la sconfitta dei Persiani. L’atmosfera di tensione e incertezza viene rotta dall’arrivo di un messaggero che, sfinito e affranto, porta la terribile notizia della disfatta. Disperati e incerti sul da farsi, i vecchi saggi scelgono di invocare lo spirito del Re Dario, il quale critica aspramente la tracotanza del figlio Serse e raccomanda di non sfidare mai più Atene. L’arrivo di Serse, logoro e svilito dal suo fallimento, chiude il dramma.