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IL SALENTO SOTTERRANEO

Salvatore Barone - trekking e motociclismo

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IL SALENTO SOTTERRANEO

70 просмотров · 3 дня назад
Salvatore Barone - trekking e motociclismo
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Se pensate che il Salento sia solo mare cristallino e spiagge dorate, ti perderai la sua parte più incredibile. Andiamo a scoprire un mondo nascosto, scavato interamente nella roccia. Un viaggio tra borghi medievali, fortezze e antichi villaggi sotterranei secretati dal tempo. La nostra visita nel Medioevo parte da Specchia, uno dei borghi più belli d’Italia. Qui veniamo subito accolti dall'imponente mole del Castello Protonobilissimo Risolo, che domina Piazza del Popolo. Un tempo era una fortezza difensiva contro i Saraceni, poi trasformata in una sfarzosa residenza principesca. Ma la vera magia qui non è alla luce del sole. Sotto l'elegante piazza del castello si nasconde un labirinto di pietra, il frantoio ipogei, il più grande d’Italia. Appena scendi i gradini, la temperatura crolla e l'aria si fa umida. Qui sotto, per mesi interi, uomini e animali vivevano al buio profondo per produrre l'olio lampante, l'oro liquido che un tempo illuminava le grandi capitali d'Europa. Si può ancora respirare la fatica impressa nelle mura. Subito dopo, il viaggio cambia quota. Saliamo sulla terrazza più alta del Castello Risolo, per guardare un'immensa distesa verde di ulivi secolari che si perde a vista d'occhio. Il contrasto perfetto dopo il buio del sottosuolo. La passeggiata continua nei vicoli stretti, per ammirare altre realtà del passato. Finita la visita a Specchia, con l'auto ci spostiamo di pochi chilometri verso Alessano, lasciandoci il borgo alle spalle mentre la natura si fa più brulla. Il paesaggio si fa selvaggio. Siamo a Macurano, un intero villaggio bizantino scavato interamente nella roccia viva. Troviamo i primi segni sul terreno, i solchi profondi che sono stati lasciati dai carri romani duemila anni fa, lungo l'antica Via Sallentina. In queste grotte, i monaci medievali hanno trovato rifugio e spiritualità, riadattando gli anfratti e creando dei trappeti, ovvero frantoi ipogei ancora più primordiali di quelli di Specchia, con fori sul soffitto che si chiamano sciave. Da qui le olive venivano gettate direttamente dall'alto e stoccate nei silos, prima che l'oro liquido prendesse la via del mare. Due luoghi speculari, due modi straordinari con cui l'ingegno umano ha plasmato la roccia del Salento per farne casa, difesa e ricchezza. 6 ottobre 2026