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Amarone della Valpolicella: quando un errore diventa storia

Gustami Eccellenze

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Amarone della Valpolicella: quando un errore diventa storia

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Visita il nostro sito https://gustamishop.com/ Eletto da alcuni a re dei vini italiani, denigrato da altri come troppo alcolico o "marmellatoso". Per alcuni è il connubio perfetto di un territorio e l’apice enologico di una regione, per altri è semplicemente un vino rosso. Come tutti i grandi vini della tradizione è un vino divisivo, che riscuote consensi enormi ed altrettante critiche. Ed è forse proprio questa una delle chiavi del suo successo planetario. Comunque la pensiate, la storia dell’Amarone della Valpolicella, perché è di lui che stiamo parlando, ci insegna che anche le dimenticanze e gli errori, possono portare ottimi risultati. Ciao sono Giovanni di Gustami e lavoro nel mondo del vino naturale e artigianale. Anzitutto per capire l’Amarone della Valpolicella occorre parlare prima di un vino - ben più antico - da cui direttamente deriva, cioè il Recioto. Entrambi i vini sono ottenuti utilizzando le medesime uve appassite di Corvina, Corvinone, Rondinella, Oseleta e Negrara, raccolte a mano nel mese di settembre e lasciate appassire naturalmente in apposite cassette di legno - permettendo così l’eliminazione completa della percentuale di acqua presente negli acini - fino a gennaio, quando generalmente inizia il processo di vinificazione con la pigiatura. La suddetta tecnica viene chiamata “Appassimento” ed è una tecnica del tutto naturale con la quale si arriva alla disidratazione dell’acino d’uva. Vi starete chiedendo, qual è l'errore di cui parlavamo all’inizio e cosa c’entra? Beh, c’entra eccome! La leggenda vuole che nel 1936 Adelino Lucchese, capo cantina della Cantina Sociale Valpolicella che aveva allora sede in Villa Mosconi ad Arbizzano di Valpolicella, scoprisse con suo sommo rammarico che una botte di Recioto era stata dimenticata dai cantinieri..assaggiò questo vino per vedere se si potesse recuperare in un qualche modo...e stupito dalla complessità organolettica e dalla maturità dei profumi e del gusto esclamasse “Questo non è un Amaro, è un Amarone!”. Intendeva quindi dire, traducendo, che gli zuccheri presenti avevano continuato a svolgersi dando complessità e intensità e non era iniziato nessun processo di decadimento che avrebbe reso il vino ‘’amaro’’. Quindi non amaro ma... "Amarone!" Vediamo quindi dal lato pratico dove sta la differenza e che cosa è accaduto in quella botte dimenticata. In quella botte, destinata al Recioto e dimenticata durante il precesso di fermentazione, gli zuccheri hanno continuato indefessi a trasformarsi in alcool mentre se i cantinieri se ne fossero ricordati, quella fermentazione l’avrebbero interrotta lasciando un’importante residuo zuccherino ottenendo quindi un Recioto. Quindi a volte certi errori, anche nel vino, portano a grandi risultati! Se volete scoprire questi due grandi vini, Amarone e Recioto della Valpolicella, così come altri, visitate il nostro sito https://gustamishop.com/ Per restare aggiornati sull’uscita dei prossimi video iscriviti al nostro canale ed attiva la campanella. Seguici anche sui nostri canali Instagram e Facebook, dove puoi trovarci come Gustami Eccellenze. Ciao! #GustamiEccellenze #VinoNaturale #VinoArtigianale ==================================================== Visita il nostro sito https://gustamishop.com/ Iscriviti al nostro canale    / @gustamieccellenze5827   Seguici su Instagram   / gustamieccellenze   Seguici su Facebook   / gustamieccellenze