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L'Abbazia di Santa Maria Arabona in Manoppello (PE) & le sue campane

Aprutium Bells - Campane d'Abruzzo

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L'Abbazia di Santa Maria Arabona in Manoppello (PE) & le sue campane

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Distesa festiva delle due campane maggiori per la S. Messa Festiva delle ore 10:00 (9:30) Abbazia Santa Maria Arabona, Manoppello (PE) Concerto di tre campane in sol3 fuse dalla Premiata Fonderia Mari di Torre de' Passeri (PE) elettrificate a slancio. Il sonello invece è fisso e suona un re5. STORIA: Il nome completo è Sancta Mariae de Ara Bona, secondo alcuni proviene dalla caratteristica salubre del territorio, dallo spiazzo (aia) sopra cui sorge. situata su un'area in cima ad una collina da dove si domina parte della vallata del Pescara. Essa sorge sui resti di un tempio pagano romano dedicato al culto della Bona Dea (e forse da questo deriva il termine "Arabona", dal latino ara "altare" e Bona "Bona Dea") che andò distrutto. I monaci cistercensi cominciarono nel 1197 la realizzazione dell'abbazia riutilizzando una parte dei materiali del vecchio tempio e dedicarono la chiesa abbaziale in costruzione alla Vergine Maria. Ancora oggi è possibile notare alcune strutture e pietre del preesistente tempio romano. L'ipotesi del luogo salubre di edificazione nel 1209 è da escludere, dato che i Cistercensi prediligessero luoghi isolati, da risanare con il lavoro e la preghiera, per renderli adatti al loro insediamento. L'abbazia rimase incompiuta durante la sua edificazione, fu la seconda in Abruzzo ad appartenere all'Ordine Cistercense, dopo l'abbazia di Santa Maria di Casanova a Civitella Casanova, fondata una decina d'anni prima per volere dei Conti di Loreto Aprutino. Il sistema cistercense di Santa Maria d'Arabona riprende il modello dell'abbazia di Cluny in Francia, seguendo la regola di San Bernardo di Chiaravalle. In Italia varie sono le "abbazia figlie" della madre in Citeaux, quella di Manoppello deriva dalla linea di Clairvaux, ossia Chiaravalle, venne fondata dai monaci provenienti dall'abbazia di Sant'Anastasio di Roma, ossia dall'abbazia di Tre Fontane, che avevano ricevuto in dono sopra il colle del fiume Aterno. ESTERNO: La stratificazione dello stile cluniacense con quello cistercense è dato dalla seconda trance di lavori eseguita dopo il terremoto del 1349, che non furono mai ultimati. La mole del profilo geometrico rigoroso e geometrico della chiesa si impone sul paesaggio; l'interruzione dei lavori nella prima campata dell'aula hanno conferito alla chiesa l'ingannevole aspetto di pianta centrale, mentre il prospetto originario doveva essere un corpo longitudinale a tre navate, in linea con "piano bernardino", ossia da San Bernardo di Chiaravalle nel 1133 per tali monasteri. INTERNO: Le navate laterali sorreggono l'intera volta e gli altari sono disposti lungo il transetto. L'interno è caratterizzato inoltre dalla presenza delle costolature che danno slancio ai volumi e sottolineano le luci degli archi e le fughe delle volte. In mezzo ad uno spazio sobrio e lineare spicca la ricchezza degli arredi costituiti dal tabernacolo e dal candelabro. Il tabernacolo è formato da un'edicola gotica finemente lavorata, che appoggia al muro; il cero si innalza con un'aerea leggerezza su una snella colonnina, sostenuta da due cani e da un leone rampante. Tre dipinti firmati da Antonio Martini di Atri e datati al 1377, decorano la parete del coro: rappresentano, nell'ordine, una Santa coronata, una Crocifissione e una Vergine in trono con Bambino, che a sua volta tiene tra le mani un piccolo cane bianco. All'interno dell'abbazia è presente una cappella dedicata all'Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme usata dalla "Sezione Abruzzo e Molise" dell'ordine. STRUTTURA DEL VIDEO: 00:00 Presentazione dell'esterno 01:26 Veduta sul sonello 01:38 Particolari del lato laterale (che da sul giardino) dell'abbazia 02:20 interno 03:09 Cero 03:31 Tabernacolo 03:57 Particolari dell'altare 04:55 Particolari degli affreschi dell'altare di Antonio Martini 05:30 Particolari delle cappelle 07:24 Distesa festiva