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Anello del Civetta - 2024

luca vacilotto

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Anello del Civetta - 2024

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luca vacilotto
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Questa avventura inizia da Pecol, sulla Val Zoldana sotto il massiccio del Civetta. Appoggiandomi al rifugio Tissi e al Carestiato per 2 notti, l’obbiettivo è di completare l’anello del Civetta. I giorno Lascio l’auto al parcheggio della funivia di Pecol, prendo il sentiero che porta al Rifugio Coldai. Breve pausa e subito raggiungo il lago di Coldai dove consumo un veloce pranzo. Da qui riparto per raggiungere una forcella che si affaccia sulla parete verticale del Civetta. Il rifugio Tissi sembra poco distante, in realtà serve più di un’ora per raggiungerlo. Raggiungo il Tissi e da qui godo di un panorama incredibile sia sul Civetta che su Alleghe, guardate le foto e il video per credere. II giorno Sveglia alle 7.00, colazione abbondante e si riparte. La prima parte del sentiero è in discesa e molto tranquilla; si raggiunge il rifugio Vazzoler per una piccola pausa. Da qui si riparte e dopo poco inizia un pezzo del sentiero molto impegnativo, il N° 554. Si attraversa prima un bosco molti fitto e ripido, subito dopo inizia una pietraia con un continuo saliscendi e l’attraversamento di punti esposti. Si superano due forcelle e il sentiero svolta a sinistra per un tratto più boscoso. Ultima forcella e già si intravede il rifugio Carestiato. Dopo altri 45 minuti di cammino raggiungo il rifugio abbastanza stanco. III giorno Anche oggi la colazione è poco dopo l’alba. Inizio l’ultima giornata che mi riporterà al punto di partenza. Prima parte del sentiero molto tranquilla. Supero il passo Duran tenendomi più interno rispetto la strada, poco dopo raggiungo la strada che decido di percorrere fino al paesino Chiesa. Da qui inizia una salita prima su strada asfaltata fino a raggiungere Casera della Grava poi su strada sterrata fino a forcella della Grava. Da qui inizia una discesa su sentiero che poco dopo incrocia le piste da scii che scendono fino a Pecol. Qui mi aspetta una bella birretta fresca. 3 belle giornate, trascorse in uno dei patrimoni UNESCO. Un saluto e un particolare ringraziamento va ai due gestori dei rifugi dove ho dormiti, bellissime persone.