Dmitri Hvorostovsky. Sogno di Francesco: Tradimento!.. Pareami, che sorto da lauto convito.
Euterpe Ammiratore
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Dmitri Hvorostovsky. Sogno di Francesco: Tradimento!.. Pareami, che sorto da lauto convito.
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Euterpe Ammiratore
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I Masnadieri. Giuseppe Verdi. Dmitri Hvorostovsky sang the role of Francesco with Royal Opera House in 1998. http://www.operascotland.org/tour/135....
Dmitri Hvorostovsky:
"I sang with ROH, on tours, at different festivals, as Francesco in the opera Masnadieri based on Shiller drama. This is a notorious villain like Iago, but even worse. I liked the role very much. I found new and new nuances and colors in each new performance and I did not get tired of singing this role."
Я пел с ROH, в турах, на разных фестивалях, как Франческо в опере «Маснадиери» по драме Шиллера. Это отъявленный злодей вроде Яго, но даже хуже. Роль мне очень понравилась. В каждом новом спектакле я находил все новые и новые нюансы и краски и не уставал исполнять эту роль.
ARMINIO Signore!
FRANCESCO Non udisti rumor?
ARMINIO No, signor mio.
FRANCESCO No?... Va! corri al Pastore e qui lo guida.
(ad Arminio che s'incammina)
Rimanti! Un altro invia.
(Arminio fa cenno ad un servo, che si allontana)
ARMINIO Che! voi tremate?
FRANCESCO Io?... no, non tremo...
(lo afferra pe 'l braccio)
Arminio,
di'! risorgono i morti? o v'ha ne' sogni
nulla di ver? Pur ora
un terribile io n'ebbi...
ARMINIO Oh, come in volto
pallido siete!
FRANCESCO Ascoltami!
ARMINIO V'ascolto.
FRANCESCO
Pareami, che sorto da lauto convito
dormissi fra l'ombre di lieto giardino:
ed ecco, percosso da sordo muggito,
mi sveglio, ed in fiamme la terra m'appar:
e dentro quel fuoco squagliati, consunti
gli umani abituri... poi sorgere un grido:
«O terra, rigetta dal grembo i defunti!
rigetta i defunti dai vortici, o mar.»
Ed ossa infinite coprir le pianure...
Fui tratto in quel punto sui gioghi del Sina:
e tre m'abbagliaro splendenti figure...
ARMINIO L'immagine è questa dell'ultimo dì!
FRANCESCO
Armata la prima d'un codice arcano,
sclamava: «Infelice chi manca di fede!»
E l'altra, uno speglio recandosi in mano,
dicea: «La menzogna confondesi qui.»
In alto una lance la terza librava:
«Venite, gridando, figliuoli d'Adamo.»
E primo il mio nome fra nembi tuonava,
che il Sina copriano d'un orrido vel.
Ogni ora, passando, d'un nuovo misfatto
gravava una coppa che crebbe qual monte;
ma il sangue nell'altra del nostro riscatto
tenea la gran mole sospesa nel ciel.
Quand'ecco un vegliardo, per fame distrutto,
spiccosi una ciocca di bianchi capelli,
e dentro la tazza di colpe e di lutto
quel veglio a me noto la ciocca gittò.
Allor, cigolando, la coppa giù scese,
balzò l'avversaria sublime alle nubi,
e tosto una voce di tuono s'intese:
«Per te, maledetto, l'uom dio non penò.»