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Motom Delfino: la moto che sfidò il suo tempo. Un pezzo di storia Motom e del motociclismo italiano.

The king of Piston

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Motom Delfino: la moto che sfidò il suo tempo. Un pezzo di storia Motom e del motociclismo italiano.

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The king of Piston
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Negli anni Cinquanta l’Italia tornava a muoversi. E Motom provò a farlo con una moto che nuotava controcorrente: il Delfino. In questo episodio di Ruote di Storia raccontiamo la Motom Delfino, la motocicletta più ambiziosa della casa milanese, nata nel dopoguerra e progettata da Giuseppe Battista Falchetto, uno dei grandi ingegneri italiani del Novecento, già mente tecnica di Lancia Lambda, Aprilia e Aurelia. Il Delfino non era uno scooter, non era una moto tradizionale: era un ibrido coraggioso, figlio di un’Italia che voleva viaggiare davvero. Monocilindrico quattro tempi, raffreddamento ad aria forzata, motore arretrato, ruote da 15 pollici, soluzioni tecniche raffinate e altre volutamente arcaiche. Un progetto sincero, complesso, a tratti scomodo. Come il suo tempo. Ripercorriamo: la nascita della Motom nel dopoguerra il ruolo chiave di Falchetto e il legame con Lancia il confronto diretto con Moto Guzzi Galletto, Mondial Sogno e Parilla Bracco le tre versioni del Delfino (due viti, quattro viti, versione finale) le scelte tecniche controverse: lubrificazione a sbattimento, cambio, telaio i motivi reali del fallimento commerciale, tra prezzo, mercato e identità del marchio Il Delfino consumava poco, era robusto, pensato per durare. Eppure vendette poco. Troppo poco. Circa 5.350 esemplari, prima che il mare cambiasse direzione. Questa non è solo la storia di una motocicletta. È la storia di un’idea che arrivò nel momento sbagliato. E per questo, oggi, vale ancora di più. 🔧 Ricambi motore e parti in gomma per Motom e moto d’epoca 👉 https://www.thekingofpiston.com Le ruote girano. Le storie restano.