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Fabio Deidda - S'accabadora

Fabio Deidda

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Fabio Deidda - S'accabadora

170 просмотров · 6 лет назад
Fabio Deidda
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Testo e musica - Fabio Deidda Notte filo di nebbia un quadro di paura vicoli stretti strada sterrata Gallura addormentata Un'ultima immagine nell'agonia signora in nero con il martello il dolore porta via è arrivata l'ora è arrivata l'ora è arrivata la femmina accabadora... Lavoro finito morte col martello lascia la casa in punta di piedi in silenzio se ne va via Gente vestita a lutto che piange a un funerale ma l'agonia è finita signora eutanasia... F.D. Il termine sardo femina accabadora, femina agabbadòra o, più comunemente, agabbadora o accabadora (s'agabbadóra, lett. "colei che finisce", deriva dal sardo s'acabbu, "la fine". femina agabbadora variavano a seconda del luogo: entrare nella stanza del morente vestita di nero, con il volto coperto, e ucciderlo tramite soffocamento con un cuscino, oppure colpendolo sulla fronte tramite un bastone d'olivo (su matzolu) o dietro la nuca con un colpo secco, o ancora strangolandolo ponendo il collo tra le sue gambe. Lo strumento più rinomato sarebbe una sorta di martello di legno