La storia non la fanno i leader, la fanno i popoli | Dario Fabbri
Festival del Medioevo
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La storia non la fanno i leader, la fanno i popoli | Dario Fabbri
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Festival del Medioevo
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Migrazioni, conquiste e incontri tra popolazioni hanno trasformato nei secoli molto più dei confini. Hanno cambiato le lingue, le religioni, le identità e perfino il modo in cui i popoli percepiscono se stessi.
Dario Fabbri propone una lettura della storia che sposta l’attenzione dai grandi personaggi alle collettività: milioni di persone spesso anonime che migrano, vengono conquistate, si mescolano e finiscono per trasformare tanto chi domina quanto chi viene dominato.
Il cinese cambia quando l’impero incorpora popolazioni straniere. Il latino si trasforma nell’incontro con Galli, Germani e Iberici. L’arabo muta entrando in contatto con i popoli conquistati. Il turco assorbe elementi persiani e arabi fino a diventare profondamente diverso dalla lingua delle popolazioni che partirono dalle steppe dell’Asia.
Anche l’inglese porta ancora oggi i segni delle invasioni anglosassoni e normanne, delle migrazioni provocate dalla peste e degli spostamenti di popolazione verso il Nuovo Mondo.
E persino la storia dell’italiano appare diversa se osservata dal basso: non soltanto Dante, Petrarca, Boccaccio o Bembo, ma Longobardi, Pisani, Toscani trasferiti a Roma e intere comunità hanno contribuito concretamente a trasformare la lingua che parliamo.
Ma la lingua è soltanto una parte del racconto.
Fabbri affronta anche la formazione delle identità collettive: le popolazioni ellenofone dell’Anatolia che nel corso dei secoli diventano turche e musulmane; gli abitanti dell’Egitto che diventano arabofoni; Slavi che attraverso percorsi storici differenti diventano Serbi, Croati e Bosniaci.
Una prospettiva che porta anche a mettere in discussione l’idea che religioni e ideologie siano sempre la causa originaria dei conflitti: spesso, nella lettura proposta da Fabbri, diventano invece strumenti attraverso cui popolazioni già in competizione affermano e distinguono la propria identità.
Un viaggio attraverso il Medioevo — e oltre — per osservare la storia dalla prospettiva dei popoli, delle loro migrazioni, delle loro trasformazioni e delle conseguenze che arrivano fino al presente.
Dario Fabbri al Festival del Medioevo 2025 con la lezione “Mappe mobili: popoli e imperi dal Medioevo a oggi”.
Questa versione è stata ripubblicata con un audio migliorato, per offrire una migliore esperienza di ascolto.
Capitoli
00:00 Come i popoli trasformano la storia
01:16 Il Medioevo “non esiste”
02:27 Le lingue non le fanno i letterati
03:18 Perché il cinese ha sviluppato i toni
08:16 Gli imperi vengono cambiati dai popoli che conquistano
09:07 Come il latino diventa le lingue romanze
12:45 Perché lo spagnolo usa così tante preposizioni
14:45 L’arabo di al-Andalus
16:35 Come le conquiste trasformano la lingua araba
19:31 I turchi: dalle steppe all’Islam
24:27 Come cambia la lingua turca
27:57 Angli, Sassoni e Normanni: come nasce l’inglese
31:31 La peste cambia per sempre la pronuncia inglese
36:47 Perché inglese britannico e americano sono diversi
42:12 L’enorme influenza tedesca sull’inglese americano
45:09 L’italiano non l’hanno creato soltanto Dante e i letterati
48:00 Longobardi e popoli nella nascita del fiorentino
51:03 La peste e i Pisani cambiano la lingua di Firenze
54:40 Come il fiorentino conquista Roma
58:26 Sassari e le altre isole linguistiche toscane
1:03:02 Chi sono davvero i turchi dell’Anatolia
1:05:25 Perché i popoli cambiano religione
1:07:19 Lo Scisma d’Oriente oltre la teologia
1:08:25 La religione come strumento di identità
1:09:58 Longobardi, Papato e Impero romano d’Oriente
1:11:16 Gli egiziani diventano arabi
1:12:40 Come nascono nuovi popoli
1:13:21 Da Slavi a Serbi, Croati e Bosniaci
1:16:20 La storia non la fanno i leader
1:19:13 Perché dobbiamo tornare a studiare i popoli