ELEZIONI RUSSE: MOSCA INVITA D’ORSI, MA NON L’OSCE
AvvCataniaFrancesco
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ELEZIONI RUSSE: MOSCA INVITA D’ORSI, MA NON L’OSCE
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Angelo d’Orsi sarà in Russia come osservatore internazionale delle elezioni parlamentari del 18, 19 e 20 settembre 2026. Ma chi lo ha invitato? Quale organizzazione rappresenta? E quale valore avrà realmente la sua osservazione?
Il professore ha annunciato che seguirà il voto per il rinnovo dei 450 deputati della Duma su invito della IAPEE, l’International Association of Political Experts and Election Experts. Non si tratta, però, di una missione dell’OSCE, dell’Unione europea o del Consiglio d’Europa.
Ed è proprio qui che nasce la questione centrale del video.
La Russia non ha invitato gli osservatori dell’OSCE/ODIHR, l’organizzazione dotata di una metodologia consolidata per verificare non soltanto ciò che accade dentro alcuni seggi, ma l’intero processo elettorale: registrazione dei candidati, libertà della campagna, accesso ai media, pressioni sugli elettori, voto elettronico, scrutinio e possibilità di ricorso.
Mosca accoglie invece delegazioni e personalità straniere invitate attraverso circuiti alternativi. La IAPEE è un’associazione molto recente, la cui nascita è stata annunciata a Mosca nell’aprile 2026 durante una conferenza ospitata dal National Centre Russia.
Questo significa che d’Orsi andrà in Russia in malafede? No.
Significa che prima di attribuirgli il ruolo di garante indipendente delle elezioni occorre rispondere ad alcune domande:
🔹 Chi organizza e finanzia il viaggio?
🔹 Gli osservatori potranno scegliere autonomamente i seggi?
🔹 Potranno incontrare oppositori, giornalisti e monitor indipendenti?
🔹 Avranno accesso al voto elettronico e allo scrutinio completo?
🔹 Pubblicheranno una metodologia e un rapporto verificabile?
🔹 Saranno condotti anche nei territori ucraini occupati?
Visitare alcuni seggi e raccontare ciò che si è visto è perfettamente legittimo. Ma una testimonianza personale non equivale automaticamente a una certificazione indipendente dell’intero processo elettorale.
Nel video analizziamo anche il fenomeno dei cosiddetti “osservatori amichevoli”: personalità straniere invitate a visitare elezioni organizzate da governi autoritari, le cui dichiarazioni vengono successivamente rilanciate dai media come prova di legittimità internazionale.
Il meccanismo è semplice:
1. selezione degli invitati;
2. visita organizzata ad alcuni seggi;
3. dichiarazione sulla regolarità apparente delle operazioni;
4. rilancio della dichiarazione sui media nazionali e internazionali.
L’osservatore può raccontare sinceramente ciò che ha visto. Il problema è capire chi abbia deciso che cosa mostrargli e che cosa, invece, sia rimasto fuori dal suo campo visivo.
Le elezioni russe del 2026 si svolgono inoltre in un contesto caratterizzato dall’esclusione di oppositori, dalle restrizioni contro il dissenso e dalle pressioni subite dalle organizzazioni indipendenti di monitoraggio elettorale.
La Federazione Russa prevede di far votare anche gli abitanti dei territori ucraini occupati e unilateralmente annessi. La comunità internazionale continua tuttavia a riconoscere Crimea, Donetsk, Luhansk, Zaporizhzhia e Kherson come territori appartenenti all’Ucraina.
In questo approfondimento non giudichiamo in anticipo il resoconto di Angelo d’Orsi. Al suo ritorno sarà giusto ascoltarlo e verificare ciò che avrà raccolto.
Ma servirà la massima trasparenza.
Un vero osservatore internazionale deve spiegare non soltanto ciò che ha visto, ma anche:
– quali luoghi ha potuto visitare;
– quali interlocutori ha potuto incontrare;
– quali controlli gli sono stati consentiti;
– chi ha sostenuto le spese della missione;
– quali limitazioni ha incontrato;
– quali elementi non è riuscito a verificare.
Perché osservare alcuni seggi non significa certificare un’elezione.
E se la Russia non invita l’OSCE, ma accoglie osservatori scelti attraverso organizzazioni alternative, la domanda è inevitabile:
d’Orsi sarà un osservatore indipendente o un ospite inserito in una grande operazione di comunicazione politica?
▶️ Guardate il video fino alla conclusione e scrivete nei commenti quali condizioni dovrebbe rispettare una missione per potersi definire realmente indipendente.
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FONTI E APPROFONDIMENTI
OSCE/ODIHR – elezioni nella Federazione Russa:
https://odihr.osce.org/
OSCE Parliamentary Assembly – mancato invito della Russia agli osservatori OSCE:
https://www.oscepa.org/
Russian Election Monitor – sistema russo degli osservatori internazionali:
https://russian-election-monitor.org/
European Platform for Democratic Elections – osservazione elettorale e “fake observation”:
https://epde.org/
Reuters – elezioni russe nei territori ucraini occupati:
https://www.reuters.com/world/ukraine...
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