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Lasciò la Fiat per batterla. 63 anni dopo, la Fiat se la prese

Veicoli Dimenticati | Storie in italiano

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Lasciò la Fiat per batterla. 63 anni dopo, la Fiat se la prese

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Nel 1906 un giovane collaudatore lascia la Fiat per costruire automobili migliori di quelle del suo padrone. Si chiama Vincenzo Lancia. Nel 1922 la sua Lambda cancella il telaio e inventa la scocca portante, il modo in cui è costruita quasi ogni auto su cui salite oggi. Nel 1950 l'Aurelia porta al mondo il primo motore V6 di serie della storia. E poi tutto crolla. Il figlio Gianni, amministratore delegato a 23 anni, si getta in Formula 1 con la D50 di Vittorio Jano e strappa alla Ferrari il campione del mondo Alberto Ascari. Il 26 maggio 1955, a Monza, Ascari muore in un collaudo su una macchina che non era la sua, con un casco che non era il suo. La Lancia si arrende: regala le sue monoposto e il suo genio alla Ferrari, e su quelle macchine Fangio vince il mondiale 1956. Gianni fugge in Brasile. Nel 1956 la famiglia vende al magnate del cemento Carlo Pesenti. Il 24 ottobre 1969 la Fiat si prende la Lancia per 1 lira ad azione più i debiti. Il cerchio si chiude dopo 63 anni. Questa è la storia di una marca che amò la perfezione più del denaro, vinse più titoli nei rally di chiunque altro nella storia, ebbe ragione su ogni scelta tecnica e proprio per questo sparì. Se la storia vi è piaciuta, lasciate un mi piace, scrivete nei commenti quale marca dimenticata volete che racconti la prossima volta e iscrivetevi al canale. Materiali video tratti dai canali YouTube @imagestreetclassics @berlinettafilms3535 @rscautomobile @StyleNL @TargaFlorioClassics